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Diniego di visto

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Federico Federici
male
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Il consolato italiano di San Pietroburgo non da' la motivazione quando nega la concessione del visto di ingresso (p.es. turistico). La legge che regola questa materia, il Testo Unico 286/98- art. 4- comma2, da me reperita in rete, cita invece che del diniego di visto deve essere data comunicazione scritta e motivata.
Navigando in altri forum si leggono considerazioni varie sulla motivazione, in generale confermanti la liceita' della non motivazione, ma senza che queste vengano supportate da riferimenti precisi ad atti normativi.
Con questo messaggio vorrei recepire dai forumisti la massima informazione sull'argomento che attualmente e' di mio scottante interesse.
Andrea Bruno
male
customercare@officialguide.info
Webmaster

Il diniego viene dato anche in via discrezionale, ovvero anche presentando tutta la documentazione ad avvallo dei requisiti a norma di legge,certificati che sono “documenti” solo nella forma ma non nella sostanza, ovvero si tratta di certificati che di sovente vengono autoprodotti , come per esempio quello di lavoro..
Per fare un esempio concreto, il consolato ad avvallo di alcuni requisiti, richiede il “certificato” di lavoro (documento che potrebbe essere anche autoprodotto, per intenderci, un "falso"..), e non il libretto di lavoro (che sarebbe più difficile da produrre)... Quindi abbiamo il binomio documenti “confutabili”, visti “negabili” (e a quanto pare a chi esercita il potere, questo fa comodo).
Poi si sa, la discrezionalità da un grande potere a chi l’esercita, un potere che indipendentemente dalla volontà e intenzioni di chi lo applica, si presta ad “abuso”, é per questo che in un paese civile e previdente (come non lo è affatto l’Italia), già a partire dalla “costituzione” si dovrebbe elidere dal sistema legislativo ogni fattore di discrezionalità (le leggi scritte servono appunto a questo.. ma quando le leggi stesse prevedono la discrezionalità allora abbiamo il più palese degli esempi che migliaia d’anni di storia non sono serviti proprio a nulla).
Per quanto riguarda i visti d’ingresso per turismo (di tipo Schengen), il diniego da parte del Consolato Generale d’Italia “ufficio visti” a titolo discrezionale, porta esclusivamente al risultato di una statistica di visti negati (un numero), peraltro, un numero senza alcun valore, dato che attualmente presso il consolato Finlandese vengono presentate da parte di persone dirette appunto in Italia, un numero più che doppio di domande per l’ottenimento del medesimo visto Schengen che puntualmente viene concesso anche a chi presenta documenti “farlocchi” prodotti dalla varie agenzie che in città espletano l’iter della presentazione della domanda per l’ottenimento dei visti.
Con dolo o senza dolo, il comportamento discrezionale adottato dal Consolato Generale d’Italia (ufficio visti), va ad incrementare il lavoro delle agenzie che operano nel settore, le quali (non per sentito dire, ma per visto fare), sono in grado anche di far ottenere dei visti di tipo turistico tramite altri consolati Schengen persino nel giro di 24 ore a persone nemmeno residenti nel distretto consolare di San Pietroburgo (spostando "velocemete" a queste la Residenza!), chiaramente pagando cifre da capogiro…
E’ vergognoso che in un sistema nel quale diverse autorità consolari partecipano al “medesimo servizio”, si adottino discrezionalità, come anche requisiti differenti basati su documenti benissimo confutabili… nella stessa San Pietroburgo vi sono innumerevoli uffici preposti al rilascio di visti europei di tipo Schengen quando benissimo si potrebbe adoperare un unico ufficio sotto la bandiera dell’Unione Europea (magari che funzioni anche come sportello telematico, ovvero che dia la possibilità d’usufruire dei servizi comodamente da casa tramite internet, evitando perdite di tempo in estenuanti code a sportelli che potrebbero benissimo essere “virtuali”.. l’era moderna a partire dall’avvento d’internet ha permesso di automatizzare tutto quanto rimane sotto il termine di burocrazia, su questo sito è possibile per esempio richiedere un visto per la Russia semplicemente per via telematica.. l’automatizzazione ancora è poco recepita dall’apparato amministrativo/istituzionale, per il momento per evitare code allo sportello, occorre affidarsi a privati quando invece potrebbero essere i consolati stessi ad adottare sportelli virtuali che automatizzino l’iter senza l’ausilio di personale “umano” e senza termini discrezionali).

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