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1140 - La Vergine di Vladimir [Teotokos Vladimir]

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Madonna di Vladimir
Madonna di Vladimir
La Madonna di Vladimir si può vedere nella chiesa della Galleria Tret'jakov a Mosca

PICCOLA STORIA ICONOGRAFICA
Tutte le icone antiche e miracolose, cui la devozione del popolo è molto forte, hanno in comune la tradizione che le vuole dipinte dallo stesso San Luca.
Ma è inutile dire che non può essere stata dipinta dal vero evangelista Luca, lui è solo l'inventore delle icone, primo iconografo nella storia della cristinità. (Leggasi anche le voci di wikipedia per Luca di Antiochia). La tradizione vuole che la versione originale di questa Icona sia stata dipinta dal santo e portata da Gerusalemme a Costantinopoli e sia rimasta li nella chiesa dell'Eleusa. Poi intorno al 1143 l’Icona fu portata in Russia, donata a Jurij Dolgorukij, principe di Kiev e fondatore di Mosca.
L’Icona bizantina fu collocata a Vishgorod, divendo da subito oggetto di grande venerazione. (La Madonna si "venera" mentre Dio/Gesu si "adorano", per l'etimologia c'è wikipedia).

Nel 1164 il Principe Andrej Bogoljubskij (il teofilo), successore del principe Jurij, desiderando allargare i confini del proprio regno verso nord-est, pensò di spostarne la capitale a Rostov, ma durante il viaggio, giunti esattamente a Vladimir, l’asina che portava l’icona si fermò, l'episodio fu letto come un volere divino della Santissima Vergine di fermarsi in questo luogo. Vladimir diventò la capitale del nuovo regno. L’Icona fu presto collocata nel posto d’onore della chiesa della Dormizione e là rimase per 200 anni e da questa città prese il nome.

Nel 1395 Temir Aksak a capo di un orda barbarica minaccia la russia. Il principe di Mosca Vasilij Dmitrievic decide di portare la miracolosa Icona di Vladimir a Mosca. All'arrivo nella capitale le porte si aprirono per riceverla in saluto,le porte vennero chiamate Sretenskie proprio in memoria di questo episodio e fu eretto un un monastero, anche la via venne chiamata Sretenka. L'icona venne portata solennemente al Cremlino, nella cattedrale della Dormizione. Non appena si furono ritirati i Tartari, a Mosca giunsero le delegazioni della città di Vladimir che chiedevano la restituzione dell’Icona, ma Vasilij non voleva in nessun modo restituirla agli antichi proprietari. Quindi all'insaputa di quest'ultimi fu creata una copia ad opera del grande Andrej Rublev ed inviata a Vladimir.

Nei rimanenti 600 anni l'icona ha salvato la città numerose volte, ultima fra tutte nel dicembre del 1941, quando Stalin ordinò che sorvolasse Mosca a bordo di un aereo per proteggere la città dall'invasione nazista.
Vincenzo23 Vincenzo
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Vincenzo23

L’Icona della Madre di Dio di Vladimir appartiene al modulo iconografico detto “Eleousa” (della tenerezza) ove viene sottolineata la particolare dolcezza che esprimono la Madre ed il Bambino nel loro abbraccio culminante nel delicato contatto delle guance. Le dimensioni dell'opera sono 75 per 55 cm, cioè è grande quanto la Monna Lisa, ed è contenuta in una vistosa e particolare cornice che serve a delimitare la realtà esterna (visibile con i nostri occhi) dalla realtà interna contenente l’Immagine (Eidos) che diversamente non apparterrebbe alla nostra realtà visibile.

La sofferenza della passione è dunque intimamente legata alla verità dell’Incarnazione, di cui ella è cosciente.
L’Icona è dipinta anche sul retro e reca la scritta liturgica “IC XC- NIKA” (Gesù Cristo vincitore), inoltre sono presenti i chiodi, la corona di spine, la lancia, la canna con la spugna ed una grande croce che si eleva su di un altare, in pratica tutta la vita terrena del Cristo.

La simbologia tipica dello stile iconografico si nota subito dall’abito della Madonna di porpora, in segno regale, ed dalle tre stelle sull'abito all'altezza del capo e delle spalle, che indicano la triplice verginità di Maria, prima, durante e dopo il parto.
Gesù ha un collo smisuratamente gonfio simboleggiante lo stato di pienezza dello Spirito e viene rappresentato con un corpo di ragazzo e con il volto da bambino, sottolineando la sua maturità nonostante la giovane età. Analoga impressione danno i due volti: triste quello della Madre di Dio, felice quello di Cristo. Le pose sono differenti, Gesu sembra fermo ed ancorato alla madre per il collo, mentre sembra dondolare con il piede sinistro di cui si vede la pianta, la Vergine invece appare in movimento per reggere e consolare il figlio.

Si badi che la citazione alla Monna Lisa è decisamente voluta!!!
Infatti come quest'ultima, era un quadro innovativo per il suo periodo:
Monna Lisa: utilizzo del 3/4 di profilo, armonia dell'inquadratura rispetto al soggetto, profilo psicologico, tecnica innovativa del "sfumato".
Vladimirskaya: utilizzo delle ombre tra le figure, significato teologico della rapresentazione tramite l'espressione dei visi, tecnica della pittura ad olio.

L'ultima infatti anticipa di quasi due secoli lo stile tardo bizantino che fiorì tra il 1200 e il 1450. L'importanza per l'arte Russa contemporanea ed anche moderna è immenso, la rappresentazione del quadro raccoglie in se un nuovo riferimento stilistico.
Vincenzo23 Vincenzo
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Vincenzo23

Vincenzo23:
cornice che serve a delimitare la realtà esterna (visibile con i nostri occhi) dalla realtà interna contenente l’Immagine (Eidos) che diversamente non apparterrebbe alla nostra realtà visibile.

Dovendo parlare di icone è utile introdurre un concetto: la rappresentazione del sacro deve avvenire in uno spazio/tempo o dimensione consona al trascendente.
Mi spiego meglio le figure per rappresentarsi come sacre non devono essere collocate in un ambiente comune ma in uno spazio "celeste" (in realtà dorato) che le rende come "galleggianti" senza ombre che diano distanze, insomma come proiettate nello spazio e distaccate dalla prospettiva reale.
Andrea Bruno
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Vincenzo23:
Dovendo parlare di icone è utile introdurre un concetto: la rappresentazione del sacro deve avvenire in uno spazio/tempo o dimensione consona al trascendente.

Si, infatti, però credo che ci sia un motivo per il quale tutto questo sia preso a pretesto, e lo deduco da alcune circostanze. Si tratta di arti di derivazione bizantina. Se osserviamo le arti dell'impero romano d'oriente, la cosa che balza all'occhio è la netta inferiorità artistica rispetto a quelle dell'impero romano occidentale o di epoche molto più antecedenti, infatti se andiamo ad osservare i mosaici bizantini, "sembrano mistici" anche laddove non ritraggono figure legate alla cristianità, ovvero vediamo sempre figure quasi galleggianti nel vuoto, senza una profondità, figure statiche (soggetti che sembrano stare in posa immobili per farsi la fotografia). Io credo che sia un handicap artistico, l'impero romano oriente aveva a disposizione quel tipo di manovalanza, di scuola greca, e più di tanto non potevano arrivare. Mentre invece ad occidente, i romani erano in contatto con gli etruschi e quelli la vena artistica l'avevano alla massima potenza, nel senso che per loro disegnare figure motorie, immerse in uno spazio con le sue dimensioni quindi con le ombre e tutto il resto, non era un problema.
Giusto come esempio se andiamo a paragonare i mosaici, pare evidente la miglior fattura di quelli antichi occidentali rispetto a quelli romani d'oriente (bizantini), tant'è che se noi (ad esempio) osserviamo gli affreschi a Ravenna o in altri luoghi con influsso bizantino, sono sfarzosi ma più scadenti, non raggiungono il livello di quelli fatti diversi secoli prima dove le figure sembrano animarsi. Giusto come esempio, se andiamo a paragonare i mosaici bizantini con quelli romani ben più antichi, vi è una bella differenza, si guardi questo per esempio: http://iconografia.archart.it/mosaico-scena-di-mus..., in questo mosaico vedi l'influenza etrusca, ovvero "italiota".. siamo anche di origini "pellegrine", ma la classe non è acqua. Quindi non c'è da stupirsi se le raffigurazioni delle icone ortodosse siano di figure "galleggianti" e statiche, essendo queste la copia di raffigurazioni bizantine che come si vede nei mosaici erano molto limitate e prive di tridimensionalità e moto.
Vincenzo23 Vincenzo
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Vincenzo23

Beh il mio non era altro che l'introduzione ad un opera ed una visione dell'arte orientale anche per chi non la conoscesse, ho voluto appositamente essere molto semplice nella descrizione. Si potrebbe scrivere tantissimo di tutte le opere e della loro storia. Mi piacerebbe che questo servisse solo da "base" (tipo bignami preparatorio) per chiunque volesse approfondire ancor di più, solo questo. Non voglio personalmente andare a confrontare le scuole raffigurative italiana e russa, mai lo farei!!!

Però dopo tante stronz**ate scritte su pellegrini, scammer e dopo che molti ospiti del Forum si dichiarano amanti della cultura russa ... beh mi sono rotto di dover parlare solo dei problemi dell'ucraina ... o della mentalità delle sgrillettate. Insomma i russi e gli ucraini arrivano a frotte in Italia e sono disposti a fare una settimana infernale per vedere quanto più possibile della nostra cultura, file kilometriche fuori dai musei, biglietti già prenotati, guide e quant'altro per il piacere di vedere l'Italia. Mentre i nostri connazionali mai si fanno mancare un night o un centro massaggi!!! ... forse è tempo che anche noi impariamo a visitare un museo o un patrimonio UNESCO all'est con una mentalità curiosa e rispettosa, cercando di capire che anche all'interno del più sconosciuto museo di una cittadina media si potrebbe trovare un tesoro. Se poi paragoniamo il prezzo dei biglietti tra noi e loro, la cosa è anche più invitante. Scusa lo sfogo Andrea, tutti sappiamo che non sei certo tu a calamitare certi personaggi in quest'orbita, anzi!!!
Andrea Bruno
male
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Perchè non c'è il bottone "mi piace" altrimenti ci avrei fatto click.
Ad un russofilo non dovrebbe mancare un viaggio in Russia in uno dei luoghi dell'anello d'oro o Kiev per fare un salto alle origini della cultura slava che ci è giunta ai giorni d'oggi.
Se Mosca viene universalmente riconosciuto la terza Roma lo è anche perchè si sono fatti carico di tramandare la cultura bizzantina dopo che questa venne annientata dai turchi. Nelle opere artistiche e nella liturgia religiosa vi sono esempi bellissimi che hanno appassionato tanti studiosi.
I Russi sono devoti (forse non i più giovani), e nelle case in sala trovi sempre una iconcina, alla stessa stregua di come in Italia si usa il appendere nella camera da letto il crocifisso.

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Vera!! Ci fa o c'è