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Ci sono stata

Russi di provincia: In primo piano le ragazze russe di provincia (più genuine e meno smaliziate).
Russi di provincia
In primo piano le ragazze russe di provincia (più genuine e meno smaliziate).
Non potevamo far a meno di menzionare in questo prontuario la locuzione “ci sono stata”, perché è uno di quegli aspetti per maggiormente caratterizzano i russi, in primis le ragazze in vacanza sia in patria che all’estero.
Prima d’affrontare il tema, occorre aprire una piccola parentesi in modo da precisare – qualora ve ne fosse bisogno - che per i russi, il poter viaggiare all’estero, è divenuta una possibilità reale solo nell’ultimo decennio, questo sia per ragioni politiche prima del ‘90 e disponibilità economiche poi. Il poter ergersi oltre tale “limitazione”, per i russi è una di quelle poche cose che simboleggia il negro che si libera dalle catene, un motivo di vanto che merita d’essere strombazzato ai quattro venti in modo d’amplificarne lo sfoggio che ne deriva.
La maggior parte di noi occidentali, diamo per scontato ed appurato che il vanto è un puro “peccato” e che quindi, quando si ha la possibilità di poter scegliere, risulta sempre meglio non ostentare mai nulla e cercare preferibilmente di passare per quello che si è. Cosa che per i russi – di consuetudine - non è affatto prassi, ragion per cui il russo, come sogno nel cassetto, ha per esempio, quello di farsi un giretto in limousine, magari il giorno del matrimonio, perché la limousine è quell’elemento che ti eleva allo status superiore, dall’alto del quale si possono guardare negli occhi i propri conoscenti per dire: “io ce l’ho fatta”. L’antropologo – nella sua veste di studioso – direbbe che alcuni elementi per il Russo rappresentano il paradosso della volontà del negro di diventare bianco per poter vantare il suo riscatto sociale. L’apoteosi di tale fenomeno, lo troviamo intrinseco – per esempio - nelle ragazze russe provenienti dalle aree rurali che giunte in città, nel giro di breve diventano delle autentiche sgrillettate che nel loro vestire vogliono reclamare un novo status, senza però comprendere che in quel modo, ai nostri occhi, sembrano più delle “mignotte” che invece persone con il diritto di dire “ce l’ho fatta, ora sono finalmente qualcuno”.
Finito questo breve preambolo introduttivo d’obbligo per rendere bene al lettore il concetto del fenomeno, possiamo asserire che per molte russe, l’importante non è viaggiare, ma potersi vantare con le amiche e amici, d’essere state qui e la, di aver visto molti più posti possibili. Non ha alcuna importanza l’esservi stati in modo da aver capito e compreso cosa si ha visto, quanto invece lo sia avervi fatto presenza anche solo quell’istante necessario per potervi fare una foto da mostrare al ritorno come vanto agli amici, che a suo vedere proveranno invidia, anche se a dire il vero, la maggior parte di coloro che avranno modo di vedere le foto, qualora avranno abbastanza intelletto per fare qualche domanda del tipo “ma te in quel posto cosa hai visto? Perché ti è piaciuto? Che opinione hai su questo e quello?”, intuiranno ciò che abbia motivato il viaggio, per poi farsi una mera impressione sul soggetto motivato dall’effimera volontà di vanto.
La portata di tale fenomeno è tale, da far si che non sia affatto raro incontrare qualcuno (meglio dire qualcuna) che per esempio, si sia fatto un “viaggio della madonna”, magari in autobus con condizioni estreme, con puntate tocca e fuga in mille località, sostando giusto il tempo di scattarvi una foto, senza tuttavia aver assaporato il piacere che può scaturire da un full’immersion con la realtà locale e dall’amalgamarsi con le genti e la cultura del posto.
Non a caso, i profili di molte ragazze russe in internet sono adornati da foto scattate all’estero con  lei in posa da gatta davanti una fontana o altro genere di famoso monumento che hanno visto solamente di passaggio. Per alcuni soggetti, il vanto è talmente estremo che li obbliga a viaggi con ritmi forzati a tal punto che una persona normale, non affronterebbe mai una vacanza in quelle condizioni, ma a quanto pare, il poter mostrare delle foto e poter dire sono  stata a Nizza, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, per questi soggetti è uno stimolo che supera qualsiasi sofferenza e difficoltà!
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