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Scandalo ENEL

Dalla Russia ecco il resoconto sullo scandalo ENEL taciuto per comodità e per vergogna!

Putin e Berlusconi: Guarda che questo girno non te le ho portate!
Putin e Berlusconi
Guarda che questo girno non te le ho portate!

Come tutti ben sapranno, buona parte degli imprenditori italiani in Russia, nella realtà più che impresari risultano essere dei benemeriti pellegrini che in Russia vi si recano più che altro per cercare “amore”, e quella dell’imprenditoria è più che altro un pretesto, un paravento per creare una copertura atta a camuffare nei confronti dei propri familiari, le divagazioni amorose  e sentimentali extraconiugali. L’ “imprenditore” – spesso – si cimenta talmente bene nella parte da riuscir persino a convincere se stesso d’esserlo, quando però nella realtà dei fatti risulta apparire come un perfetto grullo spesso e volentieri abbindolato da giovani e avvenenti ragazze Russe alle quali lui risulta essere succube. Per via di tutto ciò finirà poi per cadere in tranelli costruiti ad arte per lui, argute trappole che lo faranno poi ritornare in Italia in mutande oltre che con il cuore spezzato dalla delusione.
Che i nostri pseudo imprenditori in Russia siano dei grulli lo si sapeva già da lungo tempo, come lo si sa perfettamente dei nostri politici che spessissimo si fanno attrarre in Russia dove sottoscrivono accordi formalmente perfetti dal punto di vista sinergico e socio-culturale, ma di nessunissima utilità per il Paese, ma al contrario esosi in termini di costi di attuazione e che si prestano ad intero vantaggio dei Russi i quali diverranno pian piano proprietari di investimenti italiani nel loro Paese, investimenti per noi in Russia ingestibili per via di una barriera burocratica/amministrativa creata ad arte, e quindi tali investimenti finiranno inevitabilmente fuori controllo, a tutto vantaggio dei russi che avendoci studiato a tavolino sanno benissimo come riuscire a spuntare a loro vantaggio protocolli d’intesa e contratti, con la tattica del mettere dapprima la vittima a proprio agio circondandola di belle ed avvenenti ragazze, vodka e l’armonia che la dacia russa riesce ad offrire all’ignaro visitatore che scambia tutto ciò per amicizia non capendo d’essere finito in un vero e proprio tranello studiato ad arte, una tranello che una volta portato a termine, costerà caro sia a lui, ma soprattutto alla comunità intera che oltre a finanziare di tasca propria l’esosa classe politica in missione all’estero, si ritroverà anche a dover finanziare progetti di grande utilità per i russi ma di nessunissima per noi, a tal proposito l’esempio eclatante è quello dello smantellamento a nostre spese dei sommergibili nucleari radiati dalla marina militare russa.
Che l’imprenditore italiano diretto in Russia fosse in realtà “pellegrino”, lo abbiamo oramai da lungo tempo appurato e il suo modi di fare è quindi scontato a tal punto da non suscitare più nessun clamore, ma che ad essere “pellegrini” siano persino le grosse holding e le grosse aziende strategiche per lo Stato italiano, per molti sembrerà una sorpresa, ma è proprio con questa chiave di lettura che si riescano a comprendere come vadano le cose nella grande madre Russia, è per questo che quanto stiamo per raccontarvi vi renderà scandalizzati e nel contempo scioccati!:
L’ENEL, finanziata dalle bollette a carico del contribuente, il giorno 26 novembre 2006, dopo 2 anni di investimenti e duro lavoro constato sia in termini tecnici che di consulenze, ha inaugurato un costosissimo impianto elettrico da 450 MW nominali (zero effettivi), sito nella bellissima e maestosa San Pietroburgo, città nota a molti per essere la meta prediletta dai “pellegrini” fin dai tempi di Giacomo Casanova. L’impianto gestito dal colosso italiano dell’energia elettrica, è uno di quelli che per funzionare ha bisogno di bruciare GAS in un ciclo che trasforma il combustibile dapprima in energia termica, poi meccanica e in fine elettrica, tutto ciò – vista la modernità dell’impianto – con minimi scarti. Sulla carta tutto perfetto, poi si sa, in Russia di GAS ce ne è tanto, e quindi problemi su questo fronte non ce ne sono, è come andare a produrre i ghiaccioli nel circolo polare artico per abbassarne i costi! E invece no! L’impianto, non appena messo in funzione è stato chiuso il giorno seguente perché la Russia ha negato la fornitura di GAS alla struttura! (Come avviene di consuetudine in queste cose, l’impianto verrà messo a regime solo se la gestione passerà in mano ai Russi).
L’ENEL, ignara che il giorno a seguire l’impianto in propria gestione sarebbe stato chiuso per problemi “burocratici”, strombetta ai quattro venti proclami di vittoria diretti agli investitori, quelle che seguono sono solo alcune delle innumerevoli dichiarazioni:
Piero Gnudi asserisce:  “Oggi festeggiamo il completamento del secondo gruppo del North-West Thermal Power Plant. Un’opera importante che consolida i rapporti di amicizia tra i nostri due paesi, come testimonia la partecipazione alla cerimonia di inaugurazione delle autorità e dei manager russi e italiani.”.
Fulvio Conti dichiara: “Enel ha dimostrato ai partner e alle istituzioni russe quanto può essere proficuo un rapporto di collaborazione internazionale che ha messo a disposizione della crescita di questo grande Paese l’esperienza e le capacità di una grande azienda italiana…”.
All’inaugurazione, testimoni oculati dichiarano d’aver assistito ad una scena raccapricciante nella quale si raffiguravano in doppiopetto dirigenti italiani e russi scambiarsi calorose strette di mano con sorrisi sgargianti posti in posa sotto i riflettori delle macchine fotografiche. I primi figuravano con il sorriso fin sopra le orecchie perché erano già lì a pensare in quale locale sarebbero poi andati la sera per festeggiare in “allegria” l’avvenimento, mentre i secondi anch’essi figuravano belli e sorridenti, ma per un altro motivo, tant’è che avevano sopra la testa la classica vignetta dei fumetti raffigurante il loro pensiero nella quale vi era palesemente scritto: “Idioti! che ridete a fare? Tanto domani vi tagliamo il GAS e l’impianto ce lo date a noi!”.
Non bastando questa prima esperienza del colosso italiano in Russia, ecco nel 2010 riprovarci più forti che mai cimentandosi stavolta in un progetto altamente discutibile il quale prevede la realizzazione di un impianto nucleare da realizzarsi in territorio russo ma nientepopodimeno a pochi metri dal confine con l’Unione Europea. Ad aprile 2010 i dispacci d’agenzia diretti da chi tira le fila del potere, proclamano: “Enel diventerà la prima compagnia straniera coinvolta nella realizzazione di una centrale nucleare in Russia. È stato sottoscritto in questi giorni un intesa di collaborazione tra Russia e Italia, durante un incontro a cui hanno partecipato Silvio Berlusconi, Vladimir Putin”.
ENEL rende noto che la centrale sarà composta da due reattori nucleari, ciascuno dei quali avrà una potenza di 1170MW.

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