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Turismo sessuale

Conseguenze e caratteristiche del turismo sessuale perpetrato dagli italiani in viaggio all’estero

Benemerito pellegrino: Hei bellissima, vieni qui che sono italiano, ma quando me la dai amore? Sono un gallo!
Benemerito pellegrino
Hei bellissima, vieni qui che sono italiano, ma quando me la dai amore? Sono un gallo!

Alla stessa stregua di rinomate mete del turismo sessuale quali Tailandia, Ucraina, Repubblica Domenicana ecc.. anche la Russia sta divenendo uno di quei paesi per la quale la parola "turismo" viene automaticamente correlata a quel malcostume tipico dell'italiano cafone, angosciato e paranoico che qui amiamo definire eufemisticamente con il termine di “benemerito pellegrino”.
Immagino già sopra la testa di costoro mentre sono accinti a leggere codesto scritto, materializzarsi la nuvoletta tipica dei fumetti con espresso il pensiero seguente: “Ma questo che minchia sta a di’? In tutto il mondo ci sono uomini frequentatori della professione più vecchia del firmamento! Ma sto gran figlio de na mignotta…”.
Il fatto è che gli italiani lo fanno in maniera morbosa.. sistematica.. addirittura inconsapevoli della aberrazione mentale che stanno vivendo, parlo di tutti quei soggetti afflitti da un qualche cosa che è talmente tipico e radicato nella cultura Italiana, che rimane difficile da estirpare e risolvere alla stessa stregua della mafia! Ragazzi, su, via..  non statemi a dire che il fenomeno non sussiste.. esiste... e come se esiste! (rinnegarlo sarebbe come negare l’esistenza della mafia! Non facciamo gli omertosi!), e mi riferisco a tutto ciò che è correlato al “rimorchiare”, andare a puttane, turismo inteso come esibizione spudorata di quell’indole che caratterizza gran parte di noi Italiani.. per intenderci mi riferisco a quei connazionali che non sono affatto difficili da individuare nelle piazze e nei viali principali di città come Riga, Kiev, Budapest, ecc.. che si mettono li in posa per ammirare ma sopratutto commentare le ragazze che passano con frasi tipo: “Ah bionda son er Martello, vie qua che te fo conoscer mio 'fratello '” (riferito al “membro”) , oppure “Ciao bella, amore! Famo all’amore?”.
Di conseguenza, da quando gli italiano hanno incominciato a frequentare assiduamente determinate destinazioni turistiche nell’est Europa, questi posti hanno incominciato a trasformarsi offerrendo una risposta adeguata a soddisfare il fabbisogno che il “pellegrino” italiano cerca in suddetti posti, così ora accade che passeggiando per Kiev o Riga, Vilnius o simili, non appena intuiscono che sei italiano, ti mettono in mano un biglietto da visita dicendoti la classica frase “You want puttana?”
Per fortuna non tutti gli italiani, fanno parte di questo stereotipo “malato”, di questa cerchia d’individui per il quale il loro intelletto farà fatica a credere che esistano persone diverse da loro, persone che amano viaggiare per il semplice fatto di immedesimarsi in situazioni esotiche variopinte, luoghi che ispirano sensazioni, sapori ed emozioni tipiche e meravigliose al punto di rendere ogni luogo unico ed originale! Ma al cosiddetto “pellegrino” non importa nulla di tutto ciò, tant’è che quando viaggia si mette in valigia, la pasta italiana, il formaggio grana, la bottiglia di vino e persino l’olio d’oliva extra vergine! Ed una volta sul posto pretenderebbe che tutto sia esattamente come nel “Bel Paese”: “Ue’! Ma che roba è quella li? Io quella roba li mica la mangio…” oppure: “Andare a perdere la giornata al museo per fare cosa? Di musei ne abbiamo tanti anche in Italia..”.
La nostra filosofia di principio è antitetica a quella perpetrata dai cosiddetti “benemeriti pellegrini”, che non solo ledono la nostra immagine “buona” di italiani nei confronti di popoli che si sono aperti ora al turismo, ma vanno anche a rovinare alcuni luoghi dove in un tempo non tanto remoto erano assolutamente inconsistenti i servizi rivolti esplicitamente a chi perpetra il così designato “turismo sessuale”. Tanto per intenderci ed essere chiari, in città come Mosca, San Pietroburgo o Kiev a nessuno degli autoctoni verrebbe mai in mente di andare a mignotte, (li tutti vivono una vita sessuale “normale” e soddisfacente) se quindi le mignotte ci sono, sono essenzialmente li per soddisfare l’esigenze di una schiera di persone “malate” che oramai giungono a frotte per perpetrare una forma di turismo deplorevole e aberrante! Ci sono località come per esempio Kiev, che da quando hanno tolto il visto per chi giunge per turismo oramai si può tranquillamente parlare in italiano per via del marasma di nostri connazionali che pullulano in loco a “caccia” di avventure! In Russia il fenomeno è più circoscritto dato che ancora per il momento, noi Italiani siamo soggetti al visto d’ingresso, il quale frena molto il flusso turistico prettamente sessuale.

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