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Donne Russe

La Russia post comunista

Ragazza russa
Ragazza russa

Alla fine del comunismo, agli inizi degli anni Novanta, la voglia di apertura verso l'Europa e di una condotta di vita libera ed affrancata da quella morale posticcia che s'era diffusa nella Russia sovietica, esplose con veemenza. Quanti di voi abbiano visitato Mosca o San Pietroburgo in quegli anni, certamente ricorderanno la strabiliante facilità e naturalezza con cui si riusciva ad intrattenere rapporti inter-personali con donne belle, colte e di una femminilità a cui noi italiani non eravamo più abituati.
Lo straniero, in particolare quello proveniente da Paesi latini, forse anche per reazione alla lunga
campagna denigratoria a cui era stato sottoposto nel periodo precedente, fu ammantato di un alone intrigante, esotico, quasi misterioso fino a spalancargli pressoché tutte le porte.
Cosa resta ora delle Natasha e delle Tatiana, conosciute nella metà degli anni Novanta, in fulgidi pomeriggi assolati, sulla passeggiata di Nevskij Prospekt o sul minuscolo dance-floor del Dominiko's?
Certo, la Russia in quest'ultimo decennio ha subito degli stravolgimenti politici, economici e sociali che non potevano non influire fortemente sui comportamenti individuali.
Il maggiore benessere economico, l'abitudine a viaggi sempre più frequenti all'estero, nonché la presenza sempre maggiore di turisti stranieri che scelgono spesso la Russia come meta dei loro viaggi, ha comunque modificato l'atteggiamento delle donne russe verso lo straniero. A me pare che le ventenni di Mosca o San Pietroburgo siano, oggi, molto più simili alle loro coetanee di Londra o Parigi di quanto non lo fossero mai state.
Lo stereotipo della cenerentola russa che cerca lo straniero per scappare dalla sua miserevole realtà quotidiana, va lentamente scomparendo. Le ragazze più belle, imitando le loro omologhe dei Paesi occidentali, hanno imparato che "tirarsela" può essere per loro atteggiamento conveniente e seduttivo. Eppure, guardando negli occhi le Tatiana e Le Natasha di oggi, non puoi fare a meno di notare che quella femminilità innata, quella bellezza altera che si sposa a modi di fare sicuri e risoluti, siano il risultato di un patrimonio genetico antico ed incancellabile.
Termino con una citazione di Tolstoj che nel descrivere il personaggio di Anna Karenina, evidenzia quell'aura semplice ma spirituale e quasi misteriosa di cui s'impregna il fascino della donna russa: "...si librava fra gli occhi scintillanti un sorriso appena percettibile che increspava le labbra vermiglie. Come se in lei ci fosse qualcosa che sovrabbondava, che riempiva talmente il suo
essere da esprimersi al di fuori della sua volontà, ora nello scintillio degli occhi, ora nel sorriso".

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