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Russia, riuscito il lancio Soyuz dopo l’incidente

È finalmente andato a buon termine il primo lancio di un razzo Soyuz.
La comunicazione arriva dalle autorità russe che confermano che nella notte tra il 24 e il 25 ottobre il razzo vettore Soyuz 2.1B, partito dal cosmodromo di Plesetsk, nella Russia settentrionale, ha condotto in orbita un satellite del ministero della Difesa.

Lancio fallito l’11 ottobre

Una buona notizia dopo l’incidente verificatosi lo scorso 11 ottobre. In quell’occasione, dopo il decollo, la navicella spaziale, diretta verso la Stazione spaziale internazionale (Iss), ha subito l’arresto di emergenza dei motori del secondo stadio. È stata così costretta a un atterraggio di emergenza in Kazakistan. Il problema tecnico, stando alle dichiarazioni di una fonte russa delle operazioni di ricerca e soccorso sul luogo a Interfax, si sarebbe verificato al 119° secondo di volo “quando si sono separati i blocchi laterali del primo stadio dal blocco centrale del secondo stadio della navicella”. A bordo erano presenti un astronauta russo e uno statunitense, entrambi usciti illesi dall’incidente. Il comandante Alexey Ovchinin è un veterano, per l’americano Nick Hague, invece, il lancio con la navicella spaziale Soyuz è stata la prima esperienza di volo. I membri dell’equipaggio sono stati prontamente raggiunti da quattro elicotteri decollati subito dopo l’atterraggio di emergenza, avvenuto a circa 20-25 chilometri dalla città di Zhezkazgan e a 500 da Karaganda. Dopo l’indicente, all’aeroporto di Baikonur, in Kazakhstan, gli astronauti hanno potuto riabbracciare le loro famiglie. “Grazie a Dio l’equipaggio è salvo”, ha commentato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Sono stati attimi di terrore per tutti gli esperti coinvolti nel lancio.

Istituita una commissione per indagare sulle cause

A seguito dell’incidente, l’agenzia spaziale russa, Roscosmos, ha prontamente istituito una commissione di indagine al fine di identificare le cause dell’arresto dei propulsori della Soyuz. Tutti i partner della Stazione Spaziale Internazionale hanno contribuito alla ricerca. “La partnership è forte e anche in passato ha affrontato incidenti simili, relativi a veicoli cargo”, spiega l’Esa.