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G7 di Lucca: la condizione in Siria | Wall Street Italia

Russia e Iran hanno minacciato di intervenire militarmente contro gli Stati Uniti in Siria, dopo che il Pentagono ha ordinato un bombardamento di una base militare del governo siriano con 59 missili cruise. Trump è imputato dalle due potenze alleate del regime di Bashar al-Assad di aver valicato la “linea rossa” con la sua rappresaglia in risposta all’attacco con armi chimiche contro la provincia di Idlib che ha colpito decine e decine di civili.

Russia e Iran accusano gli Stati Uniti di aver violato le leggi internazionali e promettono che “d’ora in avanti risponderanno con la forza“. Gli Stati Uniti da parte loro hanno assicurato che si è trattato di un attacco isolato contro la base da cui si pensa siano partiti i raid del governo siriano con i gas tossici.

L’avvertimento di Mosca e Teheran giunge dopo che l’ambasciata russa nel Regno Unito ha sottolineato come i tentativi di Londra e Washington di lanciare un ultimatum al Cremlino rischiano di scatenare una “guerra vera e propria”.

Lucca blindata per G7 dei ministri degli Esteri

Il tutto mentre a Lucca fervono i preparativi per il G7 dei ministri degli Esteri delle grandi potenze mondiali. È atteso per oggi pomeriggio anche Rex Tillerson, il segretario di Stato Usa. La città toscana è blindata e sono attesi all’appuntamento centinaia di antagonisti e manifestanti. Da domenica a martedì è stato chiuso lo spazio aereo sulla provincia e su porzioni di quelle di Pisa e Massa Carrara, mentre è stato vietato l’accesso a diverse aree.

Dopo gli eventi degli ultimi giorni, che hanno intensificato la guerra per procura in Siria, alcune associazioni di pacifisti e organizzazioni non governative, con arrivi attesi anche da fuori della Toscana, hanno annunciato un corteo di protesta che prenderà il via nel pomeriggio.

Al summit di Lucca si parlerà soprattutto di Siria e lotta al terrorismo. Il vertice toscano spianerà la strada come ha spiegato un funzionario del dipartimento di Stato americano, al G7 del 26 e 27 maggio a Taormina dove è prevista anche la partecipazione del presidente Donald Trump, del primo ministro canadese Justin Trudeau, oltre che del primo ministro Britannico Theresa May, della cancelliera tedesca Angela Merkel e degli altri grandi leader mondiali.

Washington si aspetta che tra i temi in agenda a Lucca ci siano “gli sforzi per sconfiggere l’Isis e l’impegno condiviso del G7 su questo fronte”. A margine dei lavori, Alfano ha convocato anche una riunione speciale sulla questione siriana, allargata ai capi delle diplomazie di Turchia, Emirati Arabi, Giordania, Arabia Saudita e Qatar. Questi ultimi due Stati, in particolare, sono accusati di finanziare, soprattutto tramite donazioni di privati, gruppi terroristi jihadisti.

Pur non condannando le operazioni dell’America, Alfano si è mostrato cauto su un cambio di regime in Siria. Su Assad dovrebbero essere i siriani a decidere, secondo il titolare del dicastero della Farnesina, il quale ha tenuto a ricordare quanto accaduto in Libia con il raìs Gheddafi, trucidato dai ribelli. La guerra contro l’ex colonia italiana viene giudicato dal ministro un “esperimento non riuscito di cui ancora paghiamo il conto”.

La soluzione di Alfano di chiamare la riunione è giunta dopo una telefonata con gli omologhi Sigmar Gabriel, Jean-Marc Ayrault e Boris Johnson. I quattro ministri di Italia Germania, Francia, Regno Unito hanno concordato sulla necessità di studiare un’iniziativa per rilanciare il processo politico sulla Siria con l’obiettivo di scongiurare un’escalation militare nel paese mediorientale, fulcro nevralgico delle attività commerciali di petrolio e altre risorse.

Secondo Johnson al G7 italiano si discuterà anche di eventuali nuove sanzioni da imporre contro la Russia.