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Testimoni di Geova a azzardo proscrizione in Russia. Campagna mondiale di proteste scritte. Dal Piceno spedite migliaia di lettere

02/04/2017 - Dopo dieci anni di minacce nemmeno tanto velate, ora siamo all’epilogo che vede il Governo Russo deciso a proscrivere il culto dei Testimoni di Geova in tutta la Federazione Russa.

 Il 5 aprile la Corte Suprema della Federazione Russa si esprimerà sull’istanza che il Ministero della Giustizia ha presentato il 15 marzo con l’accusa di estremismo nei confronti del Centro Amministrativo dei Testimoni di Geova in Russia nell’intento di farlo chiudere. L’istanza ha anche l’obiettivo di proscrivere le attività del Centro Amministrativo.

Se la Corte suprema accogliesse questa istanza, la sede nazionale dei Testimoni, vicino a San Pietroburgo, verrebbe chiusa. Di conseguenza, le circa 400 associazioni religiose locali registrate verrebbero sciolte e le attività delle oltre 2.300 congregazioni dei Testimoni di Geova della Russia verrebbero considerate illegali.

Le proprietà della filiale, come pure i luoghi di culto in cui si radunano i Testimoni di tutto il paese, potrebbero essere confiscate dallo Stato. Inoltre i singoli testimoni di Geova potrebbero essere perseguiti penalmente per il loro impegno nelle loro normali attività religiose. Proprio in vista di quello che considerano un ingiusto, liberticida e anacronistico bando, milioni di testimoni di Geova di tutto il mondo, compreso i 2.000 del Piceno e della Valvibrata hanno preso carta e penna (o tastiera) in questi giorni e scritto alle massime autorità della nazione, per esternare la loro pacifica ma ferma protesta su quello che sta avvenendo.

“Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova desidera richiamare l’attenzione su questa condizione critica”, afferma David Semonian, un portavoce dei Testimoni presso la loro sede mondiale. E aggiunge: “Perseguire cittadini pacifici e rispettosi della legge come se fossero terroristi è chiaramente un’applicazione impropria della legge contro l’estremismo. Queste accuse sono del tutto prive di fondamento”.”È evidente che leggere la Bibbia, cantare e pregare con i propri compagni di fede non sono atti criminali”, prosegue David Semonian. “Speriamo che questa campagna mondiale spinga i funzionari della Russia a porre fine a questo trattamento ingiustificato nei confronti dei nostri compagni di fede”.

“Dalle province di Ascoli e Teramo sono già partite decine di migliaia di lettere che sostengono l’iniziativa a carattere mondiale – afferma Roberto Guidotti portavoce locale –Per far questo si sono attivate persone di tutte le età, e di ogni grado d’istruzione visto l’urgenza della condizione.

Ricordiamo che i testimoni sono stati banditi, perseguitati ed esiliati durate gli anni del regime Sovietico. E’un paradosso e una beffa- afferma ancora Guidotti- che nella patria di grandi uomini di lettere rispettati e rivalutati come Fedor Dostojevskji e Aleksandr Solženicyn, che subirono persecuzione e imprigionamento solo per le loro idee, la storia si ripeta tragicamente nei confronti di 170.000 pacifici cittadini che chiedono alle autorità solo di esercitare la loro fede”.