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Russia: Ciambetti (Veneto), a Yalta per tenere aperta la porta del dialogo (2)

(AdnKronos) - (Adnkronos) - Il presidente del Consiglio poi incalza: ”Io poi tornerò a Yalta a rilanciare il mio appello contro le sanzioni economiche che non hanno sortito alcun risultato se non quello di danneggiare chi le ha praticate. Tra il 2013 e il 2016, per l’effetto combinato delle sanzioni e della svalutazione del rublo conseguente al crollo del prezzo del petrolio, le esportazioni venete verso la Russia sono crollate soprattutto nei settori agroalimentare, per non parlare della moda, meccanica, arredamento. Non c’è solo il crollo degli ordinativi, ma i posti di lavoro persi o non creati in anni in cui l’occupazione è una autentica sfida sociale. Nel 2016, comunque, grazie alla svalutazione dell’euro e all’apprezzamento del rublo, si registra una ripresa degli scambi commerciali, sia export, + 3,4%, che import, +4,4% e ciò dimostra che il prodotto Made in Veneto è ancora molto apprezzato e ambito in Russia”.

“I postumi della crisi economica hanno lasciato il segno in Italia e l’Italia è la realtà europea che più arranca nel salire sul treno della ripresa: chiudere le porte a mercati e attori importanti come la Russia è una scelta illogica e a maggior ragione in questa fase in cui l’intatto sistema Italia ha bisogno di robuste dosi di export. Io credo che l’imprenditoria veneta non abbia alcuna idea di sostenere scelte autolesionistiche”, sottolinea.

E Ciambetti quindi conclude: “La mia presenza personale a Yalta, assieme a quella di altri consiglieri regionali, è un segnale di apertura al dialogo, rilancio degli scambi e della collaborazione, segnali a maggior ragione oggi importanti visto le tensioni internazionali che hanno portato nei giorni scorsi nel Sudest asiatico verso il precipizio di una guerra nucleare, scongiurata, almeno fino ad oggi, grazie alle diplomazie russa e cinese. Solo il dialogo ci salverà: occorre essere pragmatici. Noi siamo a Yalta per questo: bisogna tener aperta la porta al dialogo”.