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Scontro Ucraina-Russia sui vini della Crimea

La battaglia diplomatica tra Russia e Ucraina si combatte anche nei padiglioni del Vinitaly. In particolare in quello di Vininternational, che ospita produttori da tutto il mondo. Lì, quest’anno, ha esordito la Federazione Russia con 18 aziende provenienti da cinque regioni: Krasnodar, Stavropol, Rostov, Dagesta e Crimea, ed è stato il vino prodotto in quest’ultima area, arrivato a Verona alla vigilia della manifestazione, ad aver scatenato la polemica a suon di tweet e comunicati tra politici russi e ucraini. Perché lunedì pomeriggio alcuni finanzieri in civile, senza dare nell’occhio, sono entrati nello spazio espositivo russo e hanno sequestrato una quarantina di bottiglie di aziende originarie della Crimea.

La questione è politica: questa regione infatti è contesa con l’Ucraina e la sua annessione alla Russia è all’origine delle sanzioni decise dall’Unione Europee contro Mosca. Significa che non è possibile importare nei Paesi Comunitari beni prodotti nelle aree ucraine occupate dai russi.

Gli importatori russi sapevano che era necessaria una specifica documentazione per portare quelle quaranta bottiglie dalla Crimea a Vinitaly. Ma non è stato seguito l’iter burocratico e la conseguenza è stata il sequestro.

Secondo quanto riferito da Oleksii Lubetskyi, numero uno della società Ua2Eu, la società che aiuta i produttori ucraini a entrare nel mercato europeo, sono stati gli operatori ucraini presenti alla manifestazione a rivolgersi all'ambasciata ucraina di Roma e alla Guardia di Finanza.

E le accuse ovviamente sono subito iniziate. «È un oltraggio», ha commentato il governatore della Crimea Sergej Aksenov. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, secondo quanto riferisce l'agenzia russa Sputnik, oltre ad aver parlato di «una provocazione incoraggiata dall'Ucraina», ha anche attaccato le autorità italiane che, secondo il ministero, hanno violato i loro obblighi di garantire condizioni favorevoli per tutti i partecipanti al Vinitaly.

Dall'altra parte, la sua omologa ucraina, Mariana Betsa, è stata tra le prime a dare la notizia del sequestro su Twitter, twittando il regolamento europeo che prevede misure restrittive in relazione all’annessione illegale della Crimea. Misure con le quali non è d'accordo il consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Gruppo Misto): «È assurdo che il Veneto abbia già pagato il conto di svariati miliardi di euro per colpa della politica dell'Unione Europea e dell'Italia che vuole punire la gente di Crimea, negandogli il diritto di far parte della Federazione Russa. Una causa ingiusta che fa pagare un caro prezzo alle nostre imprese».

Il caso diplomatico è avvenuto in giorni caldi per i rapporti politici e commerciali tra Russia e Italia. In questi giorni il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è in visita a Mosca, dal presidente russo Vladimir Putin. Inoltre domenica e lunedì era presente a Verona il viceministro dell’Agricoltura della Federazione Russa Sergey Levin, a Vinitaly per sollecitare partnership tra i produttori delle aree russe vocate al vino e gli operatori italiani.