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Trump jr: mio padre non seppe che incontrai l’avvocata russa

Il figlio del presidente Donald Trump, Donald Jr, sostiene di non aver detto nulla al padre dell’convegno dello scorso giugno con l’avvocatessa russa Natalia Veselnitskaya, che gli aveva promesso materiale per danneggiare l’allora candidata democratica alla presidenza Hillary Clinton. Intervistato da Sean Hannity su Fox News, il giovane Trump ha detto «che non c’era nulla da dire» al padre ma ha ammesso che, «in retrospettiva», avrebbe agito «in modo leggermente diverso». Dallo scambio di email che ha preceduto l’convegno emerge l’entusiasmo di Donald Jr per l’offerta di «informazioni molto sensibili, di altissimo livello» che «sono parte del sostegno della Russia e del suo governo per Trump». Cioè a dire che il figlio dell’allora candidato repubblicano era ansioso di incappare quella che gli era stata presentata come una rappresentante del Cremlino con documenti compromettenti sulla Clinton. «Ho pensato che dovessi ascoltarli », si è difeso Donald Jr sulla Fox, spiegando di aver pensato solo a semplici informazioni sull’avversaria del padre e non ad un’offerta di aiuto da parte del governo russo. 

Donald Trump ha affermato di aver saputo solo un paio di giorni fa dell’convegno fra il figlio maggiore e l’avvocatessa russa che gli aveva promesso materiale compromettente su Hillary Clinton ma non ha attribuito a Donald jr alcuna colpa: «Penso che molte persone avrebbero tenuto quell’convegno».  

«È accaduto 13 mesi fa, prima della Russia-mania, prima che il resto del mondo cominciasse a parlarne cercando di costruire una narrativa sulla Russia...quindi non mi si sono alzate le antenne - ha insistito Donald Jr - perché è una questione che è stata costruita solo negli ultimi 9-10 mesi». Messo alle corde dal New York Times che stava per lanciare un nuovo scoop sullo scambio di email, Donald Jr ha deciso di pubblicarle tutte su Twitter, «per trasparenza». Il suo interlocutore era Rob Goldstone, fondatore musicale che ha fatto da intermediario per l’convegno con la Vaselnitskaya. Goldstone lavora con la popstar russa Emin Agalarov, figlio del miliardario vicino al presidente russo Vladimir Putin, Aras Agalarov, partner d’affari di Trump nel portare a Mosca il concorso Miss Universo nel 2013.