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Migranti, la Libia finisce sul tavolo del G20 ma Cina e Russia frenano sulle sanzioni ai trafficanti

La questione immigrazione finisce sul tavolo del G20. E, in particolare, l’Ue spinge per chiedere un intervento deciso ai leader mondiali per migliorare la condizione Libia. La delegazione di Bruxelles, guidata da Donald Tusk e Jean-Claude Juncker, si presenta ad Amburgo con una richiesta ben precisa: adottare sanzioni Onu contro i trafficanti di esseri umani. Ufficialmente il tema sarà all’ordine del giorno domani, ma da giorni le trattative sono in corso tra gli sherpa. E la strada è in salita: «Oggi è difficile essere ottimisti - ha detto questa mattina il presidente del Consiglio Europeo - perché alcuni Stati mostrano ipocrisia. È il minimo che possiamo fare, ma non c’è appoggio nemmeno su questo minimo». La proposta ha trovato consenso in molte delegazioni, ma per ora è stata respinta in modo piuttosto netto da Cina e Russia, mentre non ci sarebbe opposizione da parte degli Usa. 

Tusk ha spiegato che «serve un approccio internazionale comune» e che la sua proposta «è un chiaro test per verificare le intenzioni dei nostri partner». C’è poco ottimismo, si diceva, «ma abbiamo argomenti molto forti, soprattutto argomenti umanitari, ed è con questi che dobbiamo convincere i leader per essere più attivi, più positivi, più determinati e meno cinici nella lotta comune contro i trafficanti e contro questi sporchi affari in Libia». Un business che nel solo 2016 ha generato 1,6 miliardi di euro e che consente alle reti di trafficanti di mantenere il controllo del territorio e di proseguire altre attività illecite, come il traffico di aroma, di armi, rapimenti ed estorsioni. 

L’Europa sta cercando di convincere i partner globali anche puntando sul fatto che il traffico di essere umani è legato anche al terrorismo e dunque all’instabilità della Libia. Da qui la richiesta di «sanzioni mirate» contro individui, divieti di viaggio e congelamento di beni. «Alcuni degli individui coinvolti nella tratta - questo l’argomento usato dagli sherpa europei che stanno portando avanti le trattative - sono stati identificati, ma non vengono perseguiti». 

Si lavora dunque per aggiungere una dichiarazione al comunicato finale. Questo il testo nella bozza che però non è stata accettata da Cina e Russia: «Ci impegniamo a contrastare i trafficanti e la tratta di esseri umani. A questo proposito concordiamo di perseguire sanzioni mirate alle Nazioni Unite contro coloro che sono coinvolti nella tratta in Libia». 

«La condizione nel Mediterraneo Centrale - ha aggiunto Tusk - resta critica. L’Italia ha bisogno di solidarietà e può contare sull’aiuto dell’Europa in ogni dimensione, ma questo non può voler dire un’apertura delle porte europee all’immigrazione illegale. Serve dunque che tutti siano più attivi su questo problema».