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La Russia voleva far scappare Assange da Londra?

Lo sostiene il Guardian, dicendo che collaborò a un piano che però fu annullato all'ultimo perché ritenuto troppo rischioso

Il Guardian ha scritto di aver avuto informazioni su un piano (poi non attuato) dei servizi segreti russi per far scappare Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, dall’ambasciata ecuadoriana di Londra in cui vive dal 2012 per evitare un mandato di arresto delle autorità britanniche. Il piano fu abbandonato perché ritenuto troppo rischioso e Assange si trova ancora a Londra: la sua esistenza, però, potrebbe dirci qualche cosa sui rapporti tra Wikileaks e la Russia.

Assange andò nell’ambasciata dell’Ecuador nel 2012 per sfuggire alle richieste di estradizione in Svezia e ci resta anche ora che la Svezia ha rinunciato a perseguirlo perché se uscisse sarebbe arrestato dalla polizia britannica e correrebbe il azzardo di essere consegnato agli Stati Uniti, dove è imputato di tradimento per aver diffuso documenti diplomatici riservati nella sua attività con Wikileaks. A maggio Lenín Moreno, presidente dell’Ecuador, aveva detto che vorrebbe che Assange lasciasse l’ambasciata, ma da allora non ci sono stati ulteriori sviluppi.

Il Guardian ha scritto di aver avuto informazioni su un possibile piano per far scappare Assange la vigilia di Natale del 2017. La data del 24 dicembre 2017 era comunque provvisoria e secondo una fonte il piano fu abbandonato pochi giorni prima. Prevedeva che Assange venisse fatto uscire di nascosto dall’ambasciata all’intimo di un veicolo diplomatico. Da lì sarebbe potuto andare in Russia con dei documenti che gli sarebbero stati forniti; fu anche considerata l’ipotesi di farlo tornare in Ecuador via nave. Sempre secondo il Guardian, «quattro diverse fonti hanno confermato che il governo russo era pronto a supportare il piano» e una di loro ha detto che un “uomo d’affari russo” era stato usato come intermediario per parlare della questione.

Il Guardian ha anche scritto che Rommy Vallejo, il capo dell’intelligence ecuadoriana, volò a Londra il 15 dicembre 2017 ma lasciò la città quando il piano fu annullato. Da febbraio Vallejo ha lasciato il suo incarico e si pensa che si trovi ora in Nicaragua: è attualmente sotto indagine in Ecuador perché è imputato del tentato rapimento, nel 2012, di un rivale politico di Rafael Correa, presidente dell’Ecuador dal 2007 al 2017. Le fonti consultate dal Guardian non sono concordi nel dire chi fu a cancellare il piano.

L’articolo del Guardian dice che il punto di contatto tra Assange e i russi fu Fidel Narváez, considerato amico di Assange e fino a poco tempo fa console ecuadoriano a Londra. Narváez – che in passato aiutò Edward Snowden a fuggire dagli Stati Uniti – ha negato di aver collaborato al piano. Il fatto che la Russia sia stata coinvolta nel piano, secondo il Guardian, aggiunge elementi per capire quali siano stati negli ultimi anni i legami tra il governo russo e Wikileaks. Assange, infatti, è uno dei personaggi più importanti dell’indagine sulle influenze russe nelle elezioni statunitensi condotta da Robert Mueller. Mueller sostiene che nel 2016 Wikileaks abbia pubblicato migliaia di email rubate dai servizi segreti russi dai server del Partito Democratico statunitense, per mettere in difficoltà Hillary Clinton, allora candidata contro Trump.

Negli ultimi anni passati nell’ambasciata di Londra, Assange ha ricevuto più volte inviati del governo russo, ma i suoi rapporti con il paese potrebbero essere iniziati ancora prima. Questa settimana AP ha scritto di una lettera del 2010 firmata da Assange per provare a ottenere un visto per la Russia quando stavano cominciando i suoi problemi legali. Assange poi cercò riparo nell’ambasciata dell’Ecuador dopo aver perso una causa per evitare l’estradizione: ha negato di aver mai chiesto un visto per la Russia e che Wikileaks abbia pubblicato documenti ottenuti dai servizi segreti russi.

L’ambasciata russa nel Regno Unito ha parlato di “fake news” e “disinformazione”.