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SKINHEAD ITALIANI MERCENARI IN RUSSIA/ Video ultime notizie: inchiesta nata dopo scritte neonaziste in Liguria

Mercenari italiani nella guerra in Ucraina: 6 arresti e diversi indagati. Arruolati per combattere per la Russia: le ultime notizie sulle indagini dei carabinieri del Ros

Dopo i sei ordini di custodia cautelare in carcere emessi oggi a carico di alcuni skinhead facenti parte di una “struttura” di estrema destra che arruolava mercenari italiani per combattere trale fila dei separatisti russi in Ucraina, sono emersi nuovi dettagli a proposito della inchiesta denominata “Ottantotto” e che, secondo quanto si apprende, sarebbe partita a seguito delle indagini circa alcune scritte neonaziste in Liguria, e precisamente nello Spezzino. Infatti, quando i riflettori si sono accesi su due degli autori delle scritte inneggianti al Terzo Reich, gli inquirenti hanno pian piano scavato arrivando fino a questa organizzazione che segretamente arruolava gente da tempo nota per simpatizzare per Forza Nuova, CasaPound e, in alcuni casi, pure per la Lega, tanto che tra gli ordini di arresto ce n’è uno anche per il figlio di un dirigente del Carroccio. (agg. di R. G. Flore)

TRE DI LORO SONO ANCORA IRREPERIBILI

Nonostante i sei arresti effettuati oggi dagli uomini del Ros, con 15 persone in totale indagate, nell’ambito dell’inchiesta “Ottantotto” che ha portato alla luce come alcuni skinhead italiani lavorassero come mercenari per le milizie filorussie in Ucraina, pare che tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere tre persone siano al momento irreperibili. Secondo quanto si apprende, i tre uomini potrebbero trovarsi ancora al confine tra Ucraina e Russia, impegnati ancora per quella struttura che recluta mercenari nel nostro Paese e ai quali adesso, tra le varie accuse oltre all’associazione a delinquete, è stata contestata pure l’istigazione all’odio razziale. Insomma, come già in passato si era scoperto, il fronte ucraino dove tutt’oggi si combatte è da tempo una delle mete predilette di improvvisati miliziani, assoldati dai separatisti che combattono per l’autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk. (agg. di R. G. Flore)

TRA GLI ARRESTATI ANCHE FIGLIO DI DIRIGENTE DELLA LEGA

Tra gli arrestati, figura un ex militare dell’esercito italiana, Antonio Cataldo, 34 anni, originario di Nola in Campania. Nel 2008 dove si trovava come guardia di sicurezza di una azienda, fu sequestrato e poi liberato. Secondo le fonti investigative si è addestrato in Russia e ha fatto corsi paramilitari a Panama. Figura poi Gabriele Carugati dentro Arcangelo, ex adibito alla sicurezza di un centro commerciale in Lombardia, figlio di una dirigente della Lega a Cairate, Silvana Marin, Ci sono anche una donna di origine russa e un moldavo e infine un albanese che si spaccia per ex ufficiale dell’esercito, Olsi Krutani, imputato anche lui di aver reclutato mercenari, operatore informatico ed esperto di arti marziali (Agg. Paolo Vites). Loro e gli altri indagati risultano essere stati al fronte nella regione orientale dell’Ucraina a combattere me le milizie separatiste filo russe, tra le città di Donetsk e Luhansk, dal 2014 in varie occasioni (Agg. Paolo Vites)

L'AZIONE DEI ROS

Secondo le indagini approfondite dei Ros, sarebbero ancora 3 in fuga-non reperibili del gruppo di skinhead arrestati in Liguria con l’accusa di aver partecipato al conflitto in Donbass negli scorsi anni. Nello specifico, «I reati contestati scaturiscono dalla violazione della convenzione internazionale contro il arruolamento, l’utilizzazione, il finanziamento e l’istruzione di mercenari, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York il 4 dicembre 1989 e ratificata dall’Italia con la legge nr. 210 del 1995», si legge nelle carte prodotte dai Ros e dalla Procura di Genova. Pare tra l’altro che i 6 arrestati di oggi sarebbero ancora in contatto con un sodalizio attivo che pubblicamente agiva nell’assistenza umanitaria verso le popolazioni del Donbass, vittime della guerra civile scoppiata nel 2014: in realtà però, spiegano i Ros, oculatamente tale organizzazione operava nel arruolamento di mercenari da inviare nelle zone di conflitto arruolandoli nelle milizia filorusse contro il Governo ucraino. Da sottolineare, nelle indagini è stato scoperto come vi erano anche soggetti che, inizialmente partiti alla volta dell’Ucraina con prospettive di lavoro come contractor, «una volta giunti in teatro di guerra avevano deciso di non arruolarsi nelle formazioni paramilitari filorusse. Un altro connazionale, invece, dopo una prima fase di ambientamento, aveva rinunciato ed era rientrato in Italia». (agg. di Niccolò Magnani) QUI IL VIDEO DELL'ARRESTO DEI ROS

I NAZISKIN ARRUOLATI CON PUTIN

«Alcuni giorni fa, amici mentre scavavano una trincea hanno trovato una gavetta di un nostro ragazzo dell’Armir, Domicolo Nicola, 90º reggimento fanteria Salerno, numero matricola 12097». La dimostrazione della presenza di mercenari italiani in Ucraina (Agg. Paolo Vites)

MAXI OPERAZIONE DEI ROS IN LIGURIA

Mercenari italiani al servizio di Vladimir Putin. Li hanno scoperti i carabinieri del Ros indagando sull'area degli skinhead in Liguria. Un'organizzazione li reclutava per combattere in Ucraina. In un'operazione coordinata dalla Procura di Genova sono state arrestate sei persone a Milano e nelle province di Avellino e Parma, colpite da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip di Genova per reati di arruolamento di mercenari e di combattimento in un conflitto armato estero. Sono state eseguite, inoltre, perquisizioni nei confronti di altri sette indagati. Dall'inchiesta si è risaliti ad una struttura organizzata dedita al arruolamento e finanziamento di mercenari destinati a integrare le fila delle milizie separatiste filorusse nella regione del Donbass, tuttora teatro di scontri armati con le truppe del governo di Kiev. Il nodo cruciale, come riporta il Secolo XIX, è la differenza tra il ruolo di mercenario, che è fuorilegge in Italia come stabilisce la convenzione Onu del 1989 ratificata nel 1995, e quello di contractor, sulla carta un professionista privato della sicurezza che è pagato per i suoi servizi senza partecipare attivamente ai conflitti.

MERCENARI ITALIANI NELLA GUERRA IN UCRAINA: SEI ARRESTI

I sospetti degli investigatori sono cresciuti per una serie di foto che sono state pubblicate in periodi più o meno recenti dai diversi combattenti. Si mostrano con armi in pugno insieme ai militari foraggiati da Vladimir Putin. E poi ci sono numerosi viaggi compiuti negli ultimi anni. Perché attingere mercenari dalla Liguria? Gli accertamenti sono partiti dalle perquisizioni di due giovani dai variegati percorsi tra Forza Nuova, CasaPound e gruppi skinhead, autori di scritte inneggianti al nazismo nello Spezzino. Mappando contatti e progressive ramificazioni, i carabinieri del Ros si sono imbattuti, come riportato dal Secolo XIX, in una serie di movimenti di neofascisti circoscrivendo i presunti mercenari. Nell'opinione di chi indaga hanno ricevuto un compenso per stare al fronte e sono considerati pericolosi per la dimestichezza che hanno con le armi mixata alla solidità dei rapporti internazionali. Da qui la necessità dei pm di velocizzare l'inchiesta. Secondo i magistrati l'attività di mercenari italiani è tuttora in corso: nell'ultimo triennio avrebbero lottato al fianco delle milizie filorusse.