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La moda accelera sul business delle fragranze

Qualche mese fa era un mix di speranze, sussulti, segnali affioranti. Con la campagna vendite per l’autunno-inverno 2017-2018, la ripartenza del mercato russo è diventata una realtà per la moda junior italiana. Da Monnalisa a Il Gufo, da Blumarine a Ermanno Scervino, da Simonetta alle griffe da adulto declinate nel bimbo, le aziende presenti in Russia – spinte dalla maggiore stabilità del rublo e dall’attenuazione della crisi finanziaria - si stanno riposizionando e riorganizzando per presidiare un mercato da sempre strategico per il segmento bebé e junior.

«Gli ordini per la stagione invernale hanno segnato un aumento del 5-7%» spiega Piero Iacomoni, presidente efondatore dell’aretina Monnalisa che in Russia conta 70 clienti e 22 monomarca, e che da gennaio ha costituito Monnalisa Urss per tamponare l’oscillazione della moneta. L’anno scorso la Russia ha rappresentato l’8% delle vendite Monnalisa (circa 3 milioni su 41 milioni di fatturato complessivo), e quest’anno è destinata a crescere in linea con l’andamento aziendale, previsto al +5%. «Oggi il cliente russo sta più intento a spendere, ed è sempre più interessato agli accessori, dalle borsette alle scarpe ai cappelli», aggiunge Iacomoni, spiegando di non avere avuto cali di vendite in Russia neppure negli anni più duri della crisi.

Spinge sull’acceleratore Il Gufo, l’azienda di Asolo (Treviso) che si prepara a compiere due passi strategici a Mosca: in luglio aprirà la prima boutique in Petrovski Passage, in collaborazione con Bosco dei Ciliegi; sempre in luglio, in partnership con Mercury, aprirà un corner nel mall Barvikha Luxury Village. «Stiamo consolidando le relazioni storiche con due partner di livello con cui collaboriamo da una quindicina d’anni – spiega Alessandra Chiavelli, amministratore delegato de Il Gufo –. Il rublo più stabile ha dato serenità, la condizione generale è migliorata e gli acquisti ne beneficiano». La campagna vendite per l’autunno-inverno in Russia si è chiusa con una crescita del 61%, che incorpora l’apertura dei due futuri punti vendita e che rappresenta il 20% delle vendite complessive della stagione (pari a 12,5 milioni, +17%). Il prodotto più apprezzato resta il capo in piuma. Per Il Gufo, che ha chiuso il 2016 con ricavi per 28,7 milioni (+10%), quella russa rappresenta una spinta importante sul principale mercato export: «È un Paese che riconosce la qualità in modo immediato ed è meno brand oriented di altri», sottolinea Chiavelli.

Ripresa in vista anche per la carpigiana SpazioSei, proprietaria dei marchi Parrot e Ki6? e produttrice su licenza delle linee junior Blumarine e Ermanno Scervino, per un fatturato 2016 della divisione bimbo di 12 milioni: «Il mercato russo è in ripresa – spiega il contitolare Franco Ferrari – ma si è moderno rispetto al passato: i consumatori sono più oculati negli acquisti, più esigenti, si stanno orientando su capi meno vistosi. Per i nostri marchi bimbo l’autunno-inverno ha segnato incrementi tra il 10 e il 20%».

Incrementi che, del resto, erano stati “anticipati” dall’andamento della fiera Pitti Bimbo del gennaio scorso. «Nell’edizione passata la Russia è tornata a essere il Paese estero col maggior numero di compratori, dinanzi a Spagna, Regno Unito, Germania, Cina e Francia – spiega Agostino Poletto, direttore marketing della società organizzatrice Pitti Immagine – e ha segnato incrementi interessanti rispetto ai 12 mesi precedenti: +8% i buyer russi, arrivati a 260, e +13% le ditte». A giugno proseguirà il progetto di incoming di Pitti Immagine per portare in fiera importanti compratori russi.