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Da Lusiana alla conquista della Russia

Da Lusiana alle corti dei nuovi zar. Claudio Pozza, architetto 65enne con studio a Milano, di strada ne ha fatta. Una strada che parte dalla casa paterna di Lusiana per giungere a diventare il progettista più ricercato dai miliardari russi. Con progetti che spaziano da ville a palazzi per uffici, da oggetti di design a complessi turistici, da centri benessere a centri commerciali. Costruzioni tutte legate da un filo conduttore che è poi diventato il “marchio” di Pozza: che ciascun edificio stabilisca una relazione intima con i luoghi che lo circonda nel rispetto del genius loci senza trascurare le esigenze del committente.

Una filosofia che ha portato Pozza tra il gotha degli architetti europei. Ha realizzato, con il suo Mirabella Architettura, edifici in tutta Italia. E poi all'estero, dal Liechtenstein a Cipro, dalla Svizzera alla Russia. «Tutto iniziò nel 1981 con la ristrutturazione di una pieve romanica – ricorda Pozza – Lì applicai per la prima volta la mia idea di restaurare il vecchio riadattandolo all'oggi. Il mio stile è sempre stato improntato sulla funzionalità degli spazi; stile non deve per forza essere sinonimo di scomodità». Dalla Toscana al Milanese nel '82 con il primo lavoro eminente, la costruzione di una villa moderna ispirata a una vecchia cascina lombarda. Impiegando mattoni rossi curvi appositamente realizzati. Un accorgimento che portò Pozza sulle pagine dell'Architectural Records.

«Tengo sempre a mente l’modello delle case costruite dai nostri padri in montagna; tutto doveva servire a qualche cosa e tutto era improntato al calore, alla luce, al risparmio e alla praticità». Dalla metà degli anni Ottanta la carriera di Pozza decolla con richieste da tutta la Penisola. Ma saranno i lavori di ristrutturazione di antiche dimore secondo le esigenze dei multimiliardari in Costa Smeralda che gli apriranno le porte dell'Europa. Le linee soavi, la libertà delle forme geometriche con archi e volte, l'introduzione di elementi naturali come massi ad alberi nelle abitazioni hanno colpito i nuovi imprenditori russi. E in Russia a Pozza e al suo team vengono commissionati gli adattamenti di alcune dacie - le tipiche case in campagna - alle esigenze dei magnati. Seguono centri amministrativi, alberghi e centri commerciali. «Sono stato fortunato – spiega l’architetto – Il nostro lavoro è fatto di relazioni. Il passaparola così come la pubblicazione sulle riviste di architettura mi hanno dato la possibilità di farmi conoscere. Credo che abitare significhi anche convivere con l'ambiente circostante senza imporsi. Così si raggiunge una coesione armoniosa».

Pozza utilizza quasi solo materiali italiani: «Il nostro Paese ha un patrimonio di artigiani che riescono a realizzare ogni sogno di un designer. E’ una nostra forza che spesso non viene valorizzata».

«Non credo di essere un’eccellenza ma semplicemente un figlio di Lusiana - conclude Pozza che per la sua cittadina ha progettato la nuova piazza IV novembre - La gente di montagna impara fin da piccola a fare di necessità virtù. Si apprendono il lavoro duro, la tenacia ma anche la creatività per la soluzione di problemi. Sono questi insegnamenti datimi dalla mia terra che mi hanno aiutato sia nei primi anni sia dopo per relazionarmi con persone autorevoli».