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Siria, gli Usa accusano la Russia. E salta l'convegno Putin-Tillerson

New York - Rex Tillerson accusa Mosca di non aver impedito l'uso di armi chimiche da parte di Bashar al Assad, e al contempo assicura che chi commette atrocità contro i civili non resterà impunito. Le affermazioni del segretario di stato Usa arrivano mentre si trova in Italia per partecipare al G7 dei ministri degli esteri a Lucca, e a meno di 48 ore dalla sua visita in Russia, dove vedrà il collega Serghiei Lavrov, ma non il presidente Vladimir Putin. L'accusa rivolta a Mosca è di non essere stata capace di impedire al regime di Damasco di usare il suo arsenale chimico in occasione dell'attacco a Khan Sheikhoun, vicino a Idlib.

Tillerson ha scelto la linea dura: secondo alcune fonti citate da Fox News ha intenzione di chiedere alla Russia di ritirare l'appoggio al presidente siriano, ma potrebbe anche accusare esplicitamente Mosca di essere stata compartecipe di Assad nell'attacco chimico. L'America, infatti, sta verificando anche l'ipotesi che il Cremlino possa aver avuto un ruolo o possa aver partecipato all'attacco, anche se al momento non ci sono prove. Inoltre, il numero uno della diplomazia Usa accusa la Russia di aver «fallito» nel suo impegno del 2013 di sottrarre l'arsenale al rais siriano, definendola per questo «incompetente». E ora bisognerà capire se ci sono i presupposti per un riavvicinamento dopo lo strappo consumato tra Mosca e Washington in seguito al raid Usa con i 59 missili alla base aerea di Damasco.

Tillerson si è fatto portavoce del nuovo corso della dottrina del presidente Donald Trump in politica estera, con un rinnovato interventismo non solo in Siria, ma anche sul fronte della minaccia nucleare della Nord Corea. Però nelle questioni interne al Paese mediorientale il titolare di Foggy Bottom ha ribadito che priorità degli Usa non è cambiata, e rimane la lotta all'Isis, assicurando al contempo che chi commette atrocità contro i civili non resterà impunito. «Noi vogliamo essere coloro che sanno rispondere a quanti compiono crimini ai danni di innocenti in qualunque parte del mondo», ha detto dinanzi al sacrario che ricorda i 560 caduti dell'eccidio nazi-fascista di Sant'Anna di Stazzema. «E questo luogo - ha aggiunto con a fianco il ministro degli Esteri Angelino Alfano e l'Alto Rappresentante per gli affari esteri dell'Ue, Federica Mogherini - sarà di ispirazione per la nostra azione». Diverso il tono usato dall'ambasciatrice all'Onu, Nikki Haley, che in una intervista alla Cnn ha tuonato: «Non c'è alcuna opzione per avere una soluzione politica con Assad alla guida». Haley ha poi sottolineato che l'estromissione di Assad non è l'unica priorità: «Ci sono molte priorità, stiamo cercando di sconfiggere l'Isis, ma non vediamo una Siria pacifica con Assad lì. Si deve eliminare l'influenza iraniana e si deve cercare una soluzione politica».

Nel frattempo alcune fonti hanno parlato - come già sostenuto dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) - di nuovi bombardamenti delle forze di Assad in zone in mano ai ribelli a Damasco, Daraa, Hama, Idlib e Aleppo, condotti anche con armi considerate illegali dal diritto internazionale, come bombe a grappolo e bombe al napalm. Accuse che sinora non hanno trovato alcun riscontro indipendente. Mentre sul fronte nordcoreano si stringe il cerchio attorno alla penisola con l'avvicinarsi del 15 aprile, 105esimo compleanno del padre fondatore di Pyongyang, in occasione della quale il leader Kim Jong-un potrebbe ordinare nuovi test. Nella regione stanno arrivando unità navali Usa con sistema di difesa missilistica Aegis, pronte a intervenire al fianco di Corea del sud e Giappone.