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I rapporti Usa-Russia affidati a Steven Seagal

Duro da uccidere, The Patriot, Infiltrato speciale: sono solo alcuni dei titoli con cui negli anni Novanta Steven Seagal diventò un noto protagonista di film d'azione. Una fama progressivamente oscurata dal passare degli anni e dall'invecchiamento di quello che allora era un sex symbol e oggi ha 66 anni. I suoi detrattori lo hanno sempre imputato di essere un attore mediocre, incapace di esprimere sentimenti ed emozioni: una maschera di ghiaccio, quasi sempre imprigionata nel ruolo del cattivo. E con un altro «duro» Seagal ha fatto amicizia da un parecchi anni: quel Vladimir Putin che il 3 novembre del 2016 gli ha concesso la cittadinanza russa come aveva fatto anche con il pugile americano Roy Jones Jr. e col suo collega francese Gerard Depardieu.

A distanza di quasi due anni il governo di Mosca ha lo «scritturato» per un ruolo diplomatico. L'investitura è arrivata ieri da parte del ministero degli Esteri russo con un post su Facebook: «Steven Seagal è stato nominato rappresentante speciale per le relazioni umanitarie tra Russia e Stati Uniti, al fine di promuovere l'ulteriore sviluppo delle relazioni russo-americane nel settore umanitario, compresa la cooperazione in materia di scambi culturali, artistici, sociali e giovanili». Il ministero ha anche spiegato che l'attore non riceverà un compenso per svolgere il suo compito, che ha descritto come simile al ruolo degli ambasciatori di buona volontà delle Nazioni Unite.

In realtà non è la prima volta che Seagal fa qualche cosa del genere. Anche se in veste non ufficiale, nel 2013 aveva partecipato all'convegno tra delegazioni russe e americane a Mosca facendo da «facilitatore diplomatico». La persona, al contrario del personaggio cinematografico che siamo stati abituati a conoscere, ha diversi lati a sufficienza nascosti. È anche un incisore, un cantante e un chitarrista. È stato agente ausiliario di polizia della sua comunità di Jefferson Parish, in Louisiana, ed è un fervente buddista, nonché sostenitore della causa dell'indipendenza tibetana. Vegetariano, è anche noto come ambientalista e attivista per i diritti degli animali. Insomma, tutto sommato possiamo stare tranquilli: i legami umanitari fra Mosca e Washington non dovrebbe rinsaldarli spezzando ossa a destra e a sinistra come nei film.