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Ecco l'accordo tra Lega Nord e Russia Unita

Era il 6 marzo scorso quando, da Mosca, il leader della Lega Nord Matteo Salvini si impegnava a “favorire” la cooperazione multilaterale tra Federazione Russa e Repubblica italiana con un “accordo storico”. Il primo siglato tra un partito italiano e quello di Vladimir Putin: Russia Unita.

Stravincente alle scorse elezioni per il rinnovo della Duma, con oltre il 54 per cento dei consensi, il “partito dello zar” si è aggiudicato il controllo senza precedenti della Camera bassa del Parlamento. È il suggello di un’interlocuzione di peso, quello annunciato da via Bellerio, sulla quale il leader del Carroccio era impegnato da anni.

A partire dal suo primo viaggio in Russia - organizzato da Gianluca Savoini, portavoce della delegazione e presidente dell’Associazione Lombardia-Russia e da Claudio D’Amico - all’insegna del dialogo, del commercio e dell’Europa dei popoli.

Solo il “Partito della Libertà” austriaco di Heinz-Christian Strache, aveva fatto di più, “gemellandosi” con Mosca già nel 2016. Nato con l’auspicio di diventare, entro un anno, “un rapporto tra due forze politiche di governo”, l’accordo stretto nella capitale moscovita da “l’altro Matteo” ed il vicesegretario generale del Consiglio per le relazioni internazionali di Russia Unita Sergei Zheleznyak, si basa, in primis, sul minimo comun denominatore di tutti i movimenti nazional-populisti: “La sovranità statale”. E, a seguire, uno dopo l’altro, i relativi corollari quali “il rispetto”, “la non interferenza negli affari interni di ciascuno”, “il partenariato paritario, affidabile e reciprocamente vantaggioso”.

Nel documento - fatto pervenire a IlGiornale da Fabio Sapettini, autore assieme ad Andrea Tabacchini del saggio “Da Pontida a Mosca, gli accordi tra Putin e la Lega Nord” (Ed. Samovar) - le parti s’impegnano per la durata di cinque anni a scambiarsi informazioni su temi di attualità: dalle relazioni bilaterali e internazionali alle rispettive esperienze di partito, con un’attenzione particolare ai nodi cruciali del lavoro organizzato, delle politiche per i giovani, dello sviluppo economico.

Allo scopo, nei punti successivi, vengono indicati gli strumenti con cui dare impulso concreto alla promessa di dialogo. Non solo “delegazioni di partito” e “relazioni tra i deputati della Duma di Stato dell’Assemblea Federale della Federazione russa e l’organo legislativo della Repubblica italiana”, ma anche spazio a cultura e sociale. Tra “riunioni di esperti” e “tavole rotonde” animate da “professionisti e rappresentanti della società civile”.

Nel segno di “una cooperazione reciprocamente vantaggiosa” che vedrà la partecipazione attiva di “organizzazioni giovanili, femminili ed umanitarie” al fine di rafforzare l’amicizia e la formazione dei giovani ma anche “lo spirito di patriottismo e di operosità”.

Infine, nell’intesa bilaterale non mancano i temi della cooperazione economia e degli investimenti tra i due Paesi, così duramente penalizzati dalle continue estensioni (l’ultima di sei mesi in occasione del G7) delle sanzioni da parte dell’Unione europea. Su questo tema la Lega non si è certo risparmiata e tanto da Bruxelles, quanto da Mosca ed addirittura dalla contesa Crimea, ha più volte ribadito la necessità di abolirle.