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Scontro Usa-Russia, accuse reciproche in attesa dell'convegno Trump-Putin

Mattis accusa: "Inquinano elezioni altrui". Cremlino: "Relazioni oggi anche peggiori della Guerra Fredda"

Il rapporto fra Stati Uniti e Russia è sempre più teso. Basta sentire il ministro della Difesa americano Jim Mattis dire pubblicamente che Mosca "inquina le elezioni altrui" in giro per il mondo - con quelle Usa ritenute da molti in cima alla lista - e viola il diritto internazionale in Ucraina. Basta poi sentire il portavoce del Cremlino dire pubblicamente, in un'intervista, che la relazioni attualmente "sono forse peggiori" che durante la Guerra Fredda.

"Penso che se due presidenti si incontrano, se si scambiano opinioni e se decidono che vogliono ristabilire il dialogo, allora ci sarà una possibilità di miglioramento per le nostre relazioni bilaterali" aggiunge Dmitry Peskov, ma l'convegno fra Donald Trump e Vladimir Putin a maggio sembra incappare ancora più di qualche difficoltà. Stando al Wall Street Journal, la Casa Bianca avrebbe detto no alla proposta avanzata da funzionari russi di un faccia a faccia fra Trump e Putin a fine maggio, approfittando della partecipazione del presidente Usa al vertice Nato previsto il 25 maggio a Bruxelles. Secondo i funzionari americani, l'convegno fra i due leader difficilmente ci sarà prima del G20 di luglio.

La adiacenza del Cremlino all'Iran (contro cui Trump vuole una linea dura) e le continue tensioni in Ucraina non stanno però aiutando, così come il Russiagate, con le indagini in corso in Usa sulla presunta interferenza russa alle elezioni presidenziali dello scorso 8 novembre. Di oggi la volontà dell'ex consigliere alla sicurezza nazionale Michael Flynn di testimoniare dinanzi alle commissioni del Congresso sui potenziali legami fra la campagna elettorale di Donald Trump e la Russia, in cambio dell'immunità. Flynn vuole protezione contro una "accusa ingiusta", ha riferito il suo avvocato. "Il generale Flynn - ha aggiunto il legale Robert Kelner - ha certamente una storia da raccontare e vuole farlo, se le circostanze glielo permetteranno". La testimonianza di Flynn potrebbe aiutare a far luce sulle conversazioni avute con l'ambasciatore russo negli Usa Sergei Kisylak l'anno scorso. Flynn è stato costretto a dimettersi da consigliere per la Sicurezza nazionale a febbraio poiché non aveva rivelato al vicepresidente Mike Pence i colloqui intercorsi con l'ambasciatore russo prima dell'insediamento di Trump.

The Donald lo difende. "Mike Flynn deve chiedere l'immunità, questa è una caccia alle streghe (una scusa per la sconfitta elettorale) dei media e dei Dem di proporzioni storiche!" ha scritto il presidente degli Stati Uniti su Twitter.

Una fonte americana citata dal Wsj ha riuassunto così la condizione: Trump "sta studiando aree potenziali di cooperazione" con la Russia, ma è sempre più consapevole delle azioni che sono contrarie agli interessi degli Usa: "non vogliamo essere in una posizione in cui diamo tanto senza ricevere molto in cambio". Non sembra esclusa la possibilità In cui Trump punti a ottenere un "affare" di scambio: togliere le sanzioni imposte a fine dicembre da Barack Obama in cambio di "un qualche gesto che possa essere preso seriamente" da Washington, magari sulla Siria (dove Mosca è coinvolta militarmente a sostegno del regime di Bashar al-Assad e su cui il capo della diplomazia americana Rex Tillerson dice che il futuro di Assad sarà deciso dai siriani) e sull'Ucraina (con la Casa Bianca intenzuinata a lasciare le sanzioni per l'annessione della Crimea nel marzo 2014.

La Russia dal canto suo è rimasta delusa che Trump abbia invitato al suo resort di fasto in Florida il presidente cinese Xi Jinping senza preoccuparsi di pianificare per tempo un convegno con quello russo. Sarà proprio Rex Tillerson a gettare le basi delle relazioni tra le due nazioni a metà aprile, quando farà il suo primo viaggio ufficiale in Russia; da ex capo di Exxon Tillerson è stato un habituè della Russia, dovrà dimostrare di poter fare da pontiere.

Per ora Tillerson è impegnato alla sua prima riunione presso la Nato e chiede agli alleati di aumentare le spese militari. Al suo arrivo al summit, l'obiettivo è proprio Mosca: "Vogliamo discutere la posizione della Nato in Europa, in particolare nell'est Europa in risposta all'aggressione della Russia in Ucraina e altrove".