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East Journal quotidiano di politica internazionale

Il già travagliato tragitto verso il Mondiale di Russia 2018 si arricchisce di un nuovo e problematico tassello. Durante gli scorsi Europei di Francia alcuni tifosi russi avevano avuto degli scontri con dei tifosi inglesi, ferendone circa un centinaio e facendo finire due di essi in coma. Negli scorsi giorni la BBC si è recata nei luoghi che ospiteranno le nazionali per capire quale sia la condizione generale a livello di violenza da parte dei tifosi e nelle scorse settimane ha presentato un programma intitolato Russia Hooligan’s Army. Le rivelazioni sulla tifoseria in Russia sono di carattere estremamente forte. Quello che emerge è un sistema in cui il tifoso tramite la violenza acquista onore e ammirazione agli occhi degli altri, tramite la lotta

Nel montato finale del programma sono presenti diverse interviste dove alcuni hooligan affermano che per molti il Mondiale sarà il festival del calcio, mentre per tanti altri quello della violenza. In particolar modo molti hanno designato i tifosi inglesi come i loro nemici naturali: poiché proprio in Inghilterra nacque il suddetto fenomeno c’è la volontà di affermare la propria preminenza su quelli che si potrebbero definire i loro padri spirituali. Proprio per questo negli scorsi Europei furono gli inglesi i principali obiettivi durante i tafferugli di Marsiglia.

L’ambasciata russa a Londra non ha comunque preso di buon grado i contenuti del programma. La trasmissione è stata bollata come un tentativo di impaurire i tifosi e farli rinunciare a partire, oltre che un modo per gettare discredito sulla Russia e sulla sua Coppa del Mondo come fu fatto con le Olimpiadi di Sochi. Il problema hooligan sarebbe minimo e, in ogni caso, gli organizzatori avrebbero già creato un database ricco di profili di persone potenzialmente pericolose.

Quello che però lascia perplessi nella faccenda è il fatto che in Russia vi è, in effetti, un problema di tifoseria violenta e che questo sia in parte tollerato. Molte dichiarazioni di politici russi tendevano a difendere chi si era reso protagonista delle violenze a Marsiglia poiché, a detta loro, provocato dalle altre tifoserie. La prassi è trovare delle attenuanti, soprattutto quando le azioni violente provengono dalle tifoserie delle grandi squadre di Mosca. Questo potrebbe essere in parte dovuto al fatto che la maggioranza delle tifoserie sarebbe affiliata all’estrema destra e che il tutto si risolverebbe in un enorme bacino di voti per Vladimir Putin. Alexander Shprygin, uno dei leader della tifoserie e noto attivista di estrema destra, negli scorsi Europei aveva un accredito ufficiale con la delegazione russa.

La condizione degli stadi in Russia (in attesa di quelli che ospiteranno i Mondiali) non aiuta a migliorare la condizione. Le strutture sono per la maggior parte vecchie e fatiscenti, senza le misure di sicurezza adottate nella maggioranza degli altri paesi europei. La condizione economica delle squadre non le spinge a investire su esse poiché la quasi totalità degli incassi arriva da diritti televisivi e sponsor, con i prezzi dei biglietti tenuti molto bassi. Questa condizione ha fatto sì che la maggior parte di coloro che frequentano lo stadio siano appartenenti a classi più disagiate, come quella operaia, che trovano uno sfogo – ma allo stesso tempo una causa – nella tifoseria organizzata e violenta.

Secondo le dichiarazioni di Andrei Masolosov, fondatore di Russia’s Fans’ Union, proprio questo trasformarsi del fenomeno in una cultura potrebbe rendere gli hooligan russi ancora più pericolosi. Si ha una generazione di tifosi violenti che si addestra alla lotta (praticando pugilato o MMA), seguendo uno stile di vista sano in cui si evitano alcool e droghe. Questo al fine di essere i migliori combattenti possibili. Se questi ultimi creeranno problemi durante la Coppa del Mondo il tutto potrebbe rendere ancora più dura la difficile condizione della Russia nello scacchiere dello sport internazionale dopo gli scandali olimpici.