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Russia, per l’Eurovision 2017 la storia di riscatto di Yulia Samoilova con “Flame is burning”

Se c’era una cosa che ancora a questa edizione dell’Eurovision mancava erano le storie. Quella di quest’anno ce la racconta la Russia. Che dopo aver a lungo minacciato di non prendere parte alla rassegna in casa dell’Ucraina dopo le vicende politiche ancora in atto e dopo la vittoria di Jamala con un brano sulla deportazione dei Tatari di Crimea, quest’anno fa una scelta spiazzante.

Perchè Yulia Samoilova, ventottenne cantante che rappresenterà il paese col brano “Flame is burning” porterà sul palco una questione che sicuramente farà discutere. La giovane interprete, che nel 2014 ha cantato alla cerimonia di apertura dei giochi paralimpici invernali di Sochi, è infatti rimasta tetraplegica, perdendo l’uso delle gambe a seguito  di una atrofia muscolare spinale che le deriva dalla nascita.

Lei tuttavia nel suo sito propone una tesi diversa, parla di inoculazione del vaccino contro la poliomielite e dice che le era stata  inizialmente diagnosticata la morte entro tre anni da medici che lei definisce “ciarlatani”. Quando poi la madre è intervenuta per sospendere il trattamento, lei ha cominciato a trovare conforto nella musica e nel 2013 ha avuto l’occasione di prendere parte, col secondo posto, alla versione russa di X Factor.

Si tratta della seconda cantante in sedia a rotelle dopo la polacca Monyka Kuszynska, che centrò la finale nel 2015. La canzone è una produzione greca. Una storia, quella di Yulia Samoilova che evidentemente ruota attorno allo slogan di questa edizione, ovvero “Celebrate diversity“.

Ma dopo la vicenda delle gemelle Tolmachevy nel 2014, questa si presenta come una nuova sfida per i russi, che oltretutto si giocherà nel campo avverso.