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La Russia torna a lanciare

Un vettore Sojuz-2.1b è decollato giovedì 25 ottobre dal Cosmodromo di Plesetsk nella regione di Arkhangelsk con ha bordo un satellite dell’intelligence militare russa. Benché si tratti di una variante del vettore Sojuz che ha fallito il lancio della Sojuz MS-10 lo scorso 11 ottobre, la Russia è a ragion veduta tornata a lanciare un razzo appena due settimane dopo il grave incidente.

Il Sojuz-2.1b si è levato in volo alle 00:15 GMT di giovedì dirigendosi a nordest con il suo payload che secondo gli analisti, è costituito dal quarto elemento della costellazione Lotos S1, per l’intercettazione di trasmissioni radio e per la raccolta di informazioni per conto delle forze militari russe.

Come è noto, la versione per lanci abitati del vettore Sojuz è denominata Sojuz-FG ed è dotata di un dissimile propulsore dell’upper stage e di un diverso computer per la guida, rispetto al Sojuz-2.1b, tuttavia il progetto di base dei boosters a propellente liquido e del core stage, è il medesimo per i due lanciatori russi.

Mentre gli investigatori russi non hanno ancora rilasciato un rapporto ufficiale sull’incidente dell’11 ottobre, che ha impedito al cosmonauta Alexey Ovchinin della Roscosmos e all’astronauta della NASA Nick Hague di raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, l’agenzia spaziale russa ha sospeso i lanci con equipaggio almeno fino al termine delle indagini stesse.

Il lancio di giovedì scorso è il primo dei quattro programmati prima che un altro equipaggio venga nuovamente lanciato verso l’ISS.

Infatti per il 3 novembre è fissato il lancio di un satellite GPS della costellazione Glonass sempre con un razzo Sojuz-2.1b  e sempre dal Cosmodromo di Plesetsk, di seguito il 6 novembre sarà la volta del Sojuz ST-B/Fregat, che partirà da Kourou nella Guiana Francese, con a bordo il satellite meteorologico polare MetOp-C di Eumetsat. Infine, il 18 novembre è previsto il lancio da Bajkonur del cargo Progress MS-10 con a bordo alcune tonnellate di rifornimenti per la Stazione Spaziale.

Naturalmente ci si aspetta che il buon esito di questi lanci possa dare il via libera alla partenza del prossimo equipaggio per la Stazione Spaziale, previsto per il 3 dicembre.

Il comandante della Sojuz Oleg Kononenko, l’ingegnere del volo canadese David Saint-Jacques, e l’astronauta della NASA Anne McClain sarebbero dovuti partire il 20 dicembre, ma se tutto andrà per il verso giusto con i lanci di novembre, essi partiranno in anticipo, il 3 dicembre come detto. Questo perché la Sojuz che ha portato in orbita lo scorso giugno l’equipaggio che occupa attualmente l’ISS guidato dal comandante tedesco Alexander Gerst, ha la certificazione per il volo che scade ai primi di gennaio 2019, e quindi deve necessariamente rientrare entro questo termine.

Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che il razzo Sojuz ha rilasciato con successo il suo payload nella corretta orbita, e che i controllori a terra hanno subito stabilito i collegamenti con il satellite militare.

Il sistema militare statunitense di tracking ha stabilito che Lotos S1 sta orbitando ad una quota di 239 x 901 km con un’inclinazione di 67,1 gradi, che combacia con quella dei suoi tre compagni lanciati sempre con un vettore Sojuz rispettivamente nel 2009, nel 2014 e nel 2017.

Un upper stage dovrebbe infine circolarizzare l’orbita di Lotos S1 ad ad una quota di 900 km permettendo così allo spacecraft di entrare in servizio.

Come i suoi predecessori, la quarta unità della costellazione Lotos S1 è stata costruita da KB Arsenal di San Pietroburgo, un appaltatore militare, in partnership con TsSKB Progress. Esso pesava al lancio circa 6.000 kg. Secondo la consueta designazione del Ministero della Difesa russo, il satellite appena lanciato ha assunto la denominazione di Kosmos 2528.