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Russia. No grandi elettori, ma grandi nomi sì. Ecco chi vota Putin

Russia. No grandi elettori, ma grandi nomi sì. Ecco chi vota Putin

Mosca, 16 feb. (askanews) – In Russia non esistono i grandi elettori. Ma i grandi nomi, sì. Ossia persone molto famose nel Paese che figurano nella lista dei fiduciari del candidato numero uno alla presidenza, approvati dalla Commissione Elettorale Centrale: Vladimir Putin, unico credibile e possibile vincente in base ai sondaggi, può vantare tra i suoi fiduciari volti particolarmente popolari. Insomma il gotha russo al momento è impegnato nell’ufficio elettorale dell’attuale leader del Cremlino, che vola dritto verso una riconferma per altri 6 anni.

Da notare: il voto delle presidenziali, che si terranno il 18 marzo, è universale ed esclude pesi diversi di un elettore rispetto a un altro. Non funziona come negli Stati Uniti d’America dove gli electors (grandi elettori o delegati) compongono il collegio elettorale che elegge il presidente degli Stati Uniti (538, eletti su base statale). E non è neppure come nel Sacro Romano impero quando i Kurfuersten, ovvero i duchi e altri nobili eleggevano l’imperatore.

I grandi nomi russi dunque non hanno alcun peso nel meccanismo dell’elezione, ma lo hanno prima dell’andata alle urne, sul meccanismo del consenso. L’effetto che possono esercitare sull’elettorato è significativo: con loro infatti l’elettore può entrare in contatto, parlare e confrontarsi. Il 10 febbraio ad modello Anatoly Kucherena (noto all’Ovest come l’avvocato di Edward Snowden), Sergej Bezrukov (attore, ha interpretato il popolare cantante sovietico Vladimir Vysotsky in un noto film del 2011) e Nikolay Vaganov (un’autorità per la pediatria in Russia) hanno risposto alle telefonate degli elettori, offrendo da vip un servizio informazioni. Qualcosa di simile è avvenuto il 13 febbraio, quando sul Novy Arbat, una delle arterie principali di Mosca che portano verso il Cremlino, i delegati del candidato hanno offerto udienza ai cittadini.

L’elenco dei rappresentanti autorizzati di Vladimir Putin comprende 259 persone ed è stato approvato dalla Commissione elettorale centrale il 12 gennaio. “Se non ci fosse stato Vladimir Putin, non ci sarebbe stato un Paese”. Parola di Nikita Mikhalkov, regista, figlio di chi scrisse l’inno sovietico e pure quello attuale russo, nonchè uno dei delegati. Nella lista ci sono persone di tutti i giorni, studenti, pensionati, ma compaiono anche i nomi più importanti del bel mondo. Nello spettacolo, come nella scienza. Nel business come nello sport.

C’è Ilya Averbukh, pattinatore russo, maestro onorario dello sport della Russia e autore dei più popolari spettacoli teatrali sul ghiaccio; Yuri Bashmet, direttore artistico e direttore principale della State Symphony Orchestra “New Russia”; un altro direttore d’orchestra è Valerij Gergiev; Leonid Roshal, presidente dell’Istituto di ricerca scientifica di chirurgia pediatrica di emergenza e traumatologia, nonchè vera figura pubblica; Evgeny Primakov, direttore generale di “Missione umanitaria russa”, giornalista nonchè omonimo e nipote dell’ex premier russo.

Nell’elenco dei fiduciari compare anche la ballerina Svetlana Zakharova, l’attore Vladimir Mashkov, il re dei ristoranti Arkady Novikov e il capo dell’Unione russa degli industriali e degli imprenditori, Alexander Shokhin.

La lista è lunga. Il quartier generale di Putin è diretto dal capo del Centro pediatrico Rogachev Alexander Rumyantsev, dal direttore generale di KamAZ, Sergey Kogogin e dal capo del Centro Sirius, Elena Shmeleva. Si fa prima a dire chi non vota Putin in Russia.