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Ue: mercoledì l'annuncio ufficiale sull'estensione delle sanzioni alla Russia

La soluzione ufficiale dell'Unione europea sull'estensione delle sanzioni economiche contro la Russia è prevista mercoledì. Lo ha riferito ai media una fonte dell'Unione europea. Questa ha dichiarato che la soluzione formale è prevista a mezzogiorno (10:00 GMT), aggiungendo che è stata avviata una procedura scritta che non richiede ulteriori riunioni per la sua approvazione. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha annunciato giovedì che Bruxelles aveva raggiunto la soluzione politica di estendere le misure contro Mosca che dovevano scadere alla fine di luglio.

"In un momento in cui il mercato russo fa segnare un incremento record delle esportazioni Made in Italy del 26,7% è un grave errore e un danno per l’Italia prorogare le sanzioni imposte dall’Unione Europea". E’ quanto afferma in una nota la Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat relativi al commercio estero a maggio dai quali emerge che la Russia è il Paese extracomunitario che ha fatto registrare il maggior incremento delle esportazioni italiane nei primi cinque mesi del 2017 con un aumento medio del 24%. "La guerra commerciale scatenata dalle sanzioni - sottolinea Coldiretti - ha già provocato una perdita complessiva stimata in oltre 10 miliardi a seguito del calo delle esportazioni Made in Italy in Russia".

"Le perdite sono dovute alle tensioni che si sono venute a creare hanno riguardato molti settori, dalla moda fino alle auto, ma l’agroalimentare - sottolinea la Coldiretti - è l’unico settore ad essere colpito direttamente da un embargo totale sancito, come ritorsione alle Sanzioni europee, dalla Russia con decreto n. 778 del 7 agosto 2014 che ha chiuso completamente le frontiere del paese di Putin ad una lista di prodotti, frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia con successiva proroghe". Un blocco, denuncia Coldiretti, "che è costato all’agroalimentare nazionale fino ad ora quasi un miliardo di euro anche perché al divieto di accesso a questi prodotti si sono aggiunte le tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni in tutto l’agroalimentare".

Alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni italiane in Russia si sommano quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. "Il azzardo - conclude la Coldiretti - riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali. In alcuni casi i piatti sono spariti dai menu mentre in altri sono stati sostituiti da tarocchi locali o esteri senza però che ci sia nella stragrande maggioranza dei ristoranti una chiara indicazione nei menu".