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Per andare in Russia è meglio essere attivi

Il paese emergente presenta ancora valutazioni interessanti. In questo caso, dicono gli analisti di Morningstar, sono da preferire i fondi non indicizzati, anche se costano di più, perché sono meno legati alle società statali e al settore energy.

La Russia è una delle poche riserve di caccia al rendimento rimaste. Ma, dicono gli analisti di Morningstar, per muoversi su quel mercato, conviene essere investitori attivi. Anche a costo di spendere un po’ di più rispetto a chi sceglie strumenti passivi.

Dal punto di vista delle valutazioni il paese è interessante. La stima sul rapporto prezzo/utili dell’indice Msci Russia attualmente è a 6 contro, ad modello, quota 13 a cui si trova il paniere dedicato ai mercati emergenti. Le valutazioni sono basse per una serie di motivi. Si va dalla debolezza dei prezzi delle commodity, alle sanzioni imposte dopo l’annessione forzata della Crimea, passando per l’invecchiamento della popolazione e pratiche di corporate governace delle aziende ancora troppo opache. “Nonostante questi rischi, i contrarian sono convinti che le azioni russe oggi offrano un’opportunità di valore che è difficile da ignorare”, spiega Monika Dutt, analista di Morningstar.

Occhio al paniere
Muoversi su quel mercato, tuttavia, non è agevole. Farsi guidare dagli indici, ad modello, può portare nella direzione sbagliata. In linea di massima sono concentrati su pochi titoli e, la maggior parte, sembra avere una predilezione per il settore energy (vedi grafico sotto)

“Gli strumenti che replicano gli indici costano meno di quelli attivi ma, in questo caso, espongono l’investitore a rischi di una eccessiva concentrazione su pochi titoli e settori. Nella maggior parte dei casi si tratta di grandi aziende controllate dallo stato e gestite in maniera opaca”, dice Dutt. “La maggior parte dei fondi attivi, invece, ha come benchmark l’Msci Russia 10-40 che offre più diversificazione”. Si tratta di un indice che comprende large e mid cap costruito in maniera tale che ogni titolo (ne fanno parte azioni, Adr e azioni di risparmio) non possa pesare più del 10%. Quelli che superano il tetto del 5% non possono, in aggregato, formare più del 40% del paniere. “Questa conformazione lo rende una guida pratica per aderire alle regole di diversificazione previste dalla normativa Ucits per i fondi attivi, portando il portafoglio verso le società più piccole”, dice Dutt. “E’ vero che molti dei fondi attivi che seguiamo con la nostra ricerca non si discostano dal paniere, ma in passato hanno dimostrato di avere una certa elasticità”. Nell’ultimo decennio, ad modello, hanno ridotto il peso del settore energy di circa il 10% rispetto al benchmark. La libertà di movimento ha pagato. Nei cinque anni chiusi a fine gennaio 2018, l’indice Msci Russia ha perso l’1,5% (annualizzato e in dollari) rispetto alla categoria Morningstar Russia equity condizionando l’andamento degli strumenti passivi che lo replicano. I fondi attivi (mediamente) hanno fatto meglio dell’indice Msci Russia 10-40 in archi temporali di uno, tre e cinque anni (mentre nei 10 anni le performance sono miste).

Le medaglie in Italia
In Italia sono disponibili quattro fondi con Analyst rating.

HSBC GIF Russia Equity EC (Bronze, 3 stelle). “Il nostro ottimismo qui si basa sulla presenza come gestore principale di Douglas Helfer, che è alla guida fin dal lancio del fondo a dicembre del 2007. Il manager periodicamente fa uno screening delle azioni per cercare le società che hanno le migliori valutazioni e la profittabilità più alta”, spiega Lena Tsymbaluk, fund analyst di Morningstar in un report del 29 novembre 2016. “Secondo lui è il sistema migliore per avere rendimenti al di sopra della media di mercato nel lungo periodo”. (Analisi completa qui)

Russian Prosperity (Luxembourg) A USD (Silver, 5 stelle). “L’approccio di investimento di questo fondo è agnostico rispetto al benchmark, è di lungo termine e pone poca attenzione ai rischi di breve periodo”, spiega Ronald van Genderen, fund analyst di Morningstar in un report del 26 febbraio 2018. “Ogni investimento viene presentato da uno specialista di settore che propone la sua tesi al team di investimento il quale poi decide in maniera collegiale su ogni singola posizione. Gli analisti settoriali presentano le loro stime sugli utili a tre anni che poi servono per determinare i target price. Si concentrano principalmente su società che possano approfittare della ristrutturazione e del consolidamento dell’economia russa, ma cercano anche aziende di valore che possano garantire un ampio margine di sicurezza”. (Analisi completa qui)

JPM Russia D (acc) USD (Bronze, due stelle) . “La strategia è gestita principalmente con una prospettiva bottom up”, spiega Tsymbaluk in un report del 16 febbraio 2018. “Ha un approccio di lungo termine, un orientamento verso i titoli di qualità e un portafoglio concentrato (25-50 nomi). La ricerca macro fa parte dell’analisi. Il gestore lavora a stretto contatto con il team Emea e con una squadra più allargata che si occupa di mercati emergenti per decidere su quali titoli investire. Il processo prevede due passaggi. Primo: il potenziale di rendimento di un titolo viene valutato attraverso quattro elementi (crescita dei guadagni, dividendi, cambio delle valutazioni e divisa). Secondo: gli analisti studiano le dinamiche del business, la qualità del management, le prospettive di crescita, la sostenibilità della posizione rispetto ai concorrenti e la corporate governance”. (Analisi completa qui)

Parvest Equity Russia C C (Bronze, 4 stelle). “Con l’aiuto di un filtro iniziale che tiene in consderazione fattori come la capitalizzazione di mercato, la liquidità e il debito l’universo di investimento è ridotto a circa 70 nomi”, spiega van Genderen, in un report del 15 novembre 2017. “Vengono utilizzate analisi interne ed esterne per prevedere i flussi di cassa e determinare la corretta valutazione. Gli analisti fanno stime dettagliate sui prezzi e le loro evoluzioni. Questi risultati formano una pagella delle società prese in considerazione. I gestori fanno poi discussioni approfondite con il management delle società”. (Analisi completa qui)

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