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Ritorno del freddo “reazionario” fra Russia ed Europa orientale, possibili ripercussioni sul Mediterraneo?

Torna il freddo sulle vaste pianure dell'Europa orientale, entro metà mese spifferi freddi da NE potrebbero raggiungere anche il nostro paese

Dopo l’anticipo di primavera dei giorni scorsi i paesi dell’Europa orientale, dalla Russia europea fino ai Balcani, la Romania e l’Ucraina, nei prossimi giorni si prepareranno ad affrontare una nuova avvezione di aria fredda, che seppure non sarà particolarmente intensa contribuirà a determinare un brusco calo dei valori termici su un’ampia porzione del vecchio continente. L’aria fredda, di matrice polare continentale, scivolerà lungo il bordo meridionale di un sottile promontorio anticiclonico che dal mar Baltico si allunga fino al Kazakistan, sotto forma di una moderata, a tratti pure intensa lungo il confine fra l’Uzbekistan e il Kazakistan sud-occidentale, ventilazione da E-NE e Est che dalle steppe occidentali kazake si estende verso le pianure della Russia meridionale e l’Ucraina orientale, causando un brusco raffreddamento nei bassi strati.

Da qui le masse d’aria fredda, di origine polare continentale, tendono a muoversi in moto “reazionario” in direzione dell’Ucraina, della Bielorussia e della Polonia, raggiungendo pure le Repubbliche Baltiche, ma anche la Slovacchia, l’Ungheria orientale, la Serbia e la Bosnia Erzegovina, attraverso l’attivazione di una fredda ventilazione orientale nei bassi strati. L’isoterma di -7°C -8°C a 850 hpa in queste ore stanno per raggiungere la Bielorussia e l’Ucraina, facendo piombare i termometri su valori prossimi ai +0°C.

L’aria fredda, a tutte le quote, scivolando verso le pianure ucraine e quelle della Russia europea, attraverso la sostenuta ventilazione dai quadranti orientali, essendo più pesante tende ad incunearsi al di sotto dell’aria molto più mite e leggera che in questi giorni stazionava sopra l’Ucraina centro-orientale e il sud della Russia europea (dove nei giorni scorsi i termometri hanno sforato il muro dei +10°C).

Incuneandosi al di sotto dell’aria mite, di tipo temperata continentale, l’aria fredda tende a scalfire l’aria mite preesistente nei bassi strati, contribuendo a scalzarla in modo piuttosto brusco e turbolento verso l’alto, favorendo lo sviluppo di intensi moti ascensionali (moti convettivi) in seno alla colonna d’aria che hanno agevolato la formazione di annuvolamenti cumuliformi (cumuli, congesti e cumulonembi) piuttosto imponenti, seppur a carattere isolato.

Queste nubi cumuliformi, che si origineranno in seno alla discesa dell’aria molto fredda, di origine polare continentale, potranno dare origine a brevi rovesci di neve, con temperature di appena +1°C +0°C a livello del suolo. Difatti questi annuvolamenti cumuliformi, sviluppandosi nel pieno dell’avvezione fredda a attiva a tutte le quote, riusciranno a dare la stura a nevicate e deboli rovesci di neve in diverse località della Russia europea, Bielorussia, Ucraina e Repubbliche Baltiche, dove i termometri scenderanno di poco sotto la soglia dei +0°C.

La discesa dell’esteso fronte freddo, che fa da apripista a questa ondata di freddo “reazionario”, potrà causare dei brevi ma intensi rovesci di neve, a carattere sparso e di breve durata, che interesseranno la Bielorussia e l’Ucraina. Già dalla prossima serata delle nevicate sparse potranno interessare l’area di Minsk, la capitale della Bielorussia, e diverse città lungo il confine fra la Bielorussia e il nord dell’Ucraina, oltre che alcune località nell’estremo nord-est della Polonia.

Ma nel corso della prossima settimana il freddo e le nevicate interesseranno pure la Finlandia centro-settentrionale e gran parte della Russia europea, dalla Carelia fino alla regione degli Urali, per la discesa dal mare di Barents di un altro nocciolo di aria fredda polare continentale, pilotato da una profonda depressione extratropicale a carattere freddo, riempita in quota da aria gelida d’estrazione artica continentale (legata all’attività del vortice polare), posizionata poco ad ovest dell’arcipelago della Novaja Zemlja, nell’Artico russo.

Questa ampia circolazione depressionaria di origine artica, scivolando molto gradualmente verso latitudini più meridionali, contribuirà a riportare un po’ di freddo su gran parte dell’Europa orientale, e non solo, entro metà mese, con possibili ripercussioni anche sul bacino centrale del Mediterraneo e sull’Italia.