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Russia, arriva al cinema (anche a Mosca) il mito anti-Putin di Boris Nemtsov, ucciso due anni fa

Mosca, 23 feb. (askanews) - "L'uomo che era troppo libero": questa la pietra dello scandalo in Russia, ossia il documentario che dovrebbe essere proiettato oggi 23 febbraio in venti città russe, compresa la capitale, Mosca. Una nuova opera cinematografica per non dimenticare Boris Nemtsov, l'oppositore di Vladimir Putin ed ex golden boy di Boris Eltsin che è stato ucciso poco meno di 2 anni orsono, il 27 febbraio 2015, sul ponte che porta al Cremlino. La proiezione precede di tre giorni la marcia in ricordo di Nemtsov, che si tiene domenica 26 febbraio e rappresenta l'estrema attenzione attribuita dall'opposizione nel sostenere il ricordo del politico, divenuto un vero mito anti Putin. Soprattutto con le marce in piazza nell'inverno 2011-12, prima delle presidenziali che poi però hanno riportato al Cremlino l'attuale capo di Stato. "Io penso che Boris avrebbe voluto morire proprio così" dichiara l'ex patron di Yukos, Mikhail Khodorkovsky nel film.L'ex vice primo ministro aveva 55 anni il giorno del suo decesso, avvenuto in seguito a quattro colpi di pistola, ricevuti alle spalle. E la regista russa Vera Kritchevskaja (giornalista e fondatrice del canale tv di opposizione Dozhd) con Mikhail Fishman, e con il loro documentario, raccontano un giovane, carismatico e pieno di eloquenza, ossia una delle principali figure dell'opposizione russa, come ricordato nel film. Molte le testimonianze, di vivi come Aleksey Navalny o l'ex portavoce di Putin Sergey Yastrezhembskij, e di morti come Eltsin o l'oligarca suicida fuori Londra Boris Berezovskij. Altre voci sono quelle di Irina Khakamada, Tatiana Yumasheva, Mikhail Fridman, Mikhail Prokhorov.Sulla proiezione per ora non c'è totale certezza. In teoria il lungometraggio doveva uscire nel circuito nazionale, ma esiste già un modello di rifiuto. La sala cinematografica KARO 7 Kaliningrad Plaza (a Kaliningrad) ha annullato lo screening, dopo che il Ministero regionale della Cultura ha chiesto alla sala di fermare la proiezione. I funzionari ritengono che il film potrebbe diventare una sorta di appello alla "ribellione". E al suo posto, paradosso vuole, al pubblico sarà offerto "Resident Evil: The Final Chapter".Un modo come un altro per dimostrare un certo timore per le potenzialità del lungometraggio e del suo protagonista. Quello che distingue il martire Nemtsov dal dissidente Aleksey Navalny è infatti un passato denso di storia russa. Dopo essere stato governatore della regione di Nizhny Novgorod, a 400 km a est di Mosca, Nemtsov ha iniziato una ascesa sotto la presidenza di Boris Eltsin, in base al quale egli aveva incarnato un'intera generazione "riformatrice" dei primi ministri della Russia postsovietica. Dal marzo 1997 all'agosto 1998, ha ottenuto la carica di vice primo ministro responsabile del settore energetico e dei monopoli: un settore ambito e lucroso, che gli valse poi l'etichetta di politico legato agli oligarchi, che avevano beneficiato dell'ondata di privatizzazioni degli anni 1990 e contro i quali, la venuta di Vladimir Putin si era scagliata.