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Tarcento, uno degli ultimi reduci di Russia diventa cavaliere

TARCENTO. Ha trascorso una vita impegnandosi per fare in modo che i soldati provenienti dal Tarcentino scomparsi nella campagne militari della seconda guerra mondiale non siano mai dimenticati e ora il presidente della Repubblica gli riconosce il titolo di Cavaliere dell’Ordine “al merito della Repubblica Italiana”.

Guido Coos, 95 anni (quest’anno taglierà il traguardo dei 96), decorato al Valor Militare, uno degli ultimi reduci dalla campagna di Russia rimasti ancora vivi in regione, è un volto noto a Tarcento per l’impegno che ha dimostrato nella sua vita quale referente locale dell’Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia (Unirr), ma anche in qualità di segretario del gruppo Ana tarcentino.

Martedì 28 febbraio il sindaco Mauro Steccati verrà nella sua casa di via Sottoriviera dove - alle 11.30 - si svolgerà la cerimonia ufficiale di consegna del titolo di Cavaliere. Guido Coos oggi, vista la sua età, ha qualche problema di deambulazione e per questo la consegna avverrà a casa sua, ma fino che ha potuto è sempre stato presente a tutti i momenti che hanno interessato il ricordo di chi ha affrontato il secondo conflitto mondiale.

La candidatura di Coos era stata presentata da Elio Cristaldi, già Cavaliere di Gran Croce, che l’aveva inviata poco più di un anno fa. Lo scorso 13 gennaio il presidente Mattarella ha emesso il decreto con il quale ha attribuito l’onorificenza.

«Era una cosa che non mi aspettavo – ci ha raccontato Guido Coos –, perché quello che ho fatto, l’ho fatto perché ci credevo».

Grazie a Guido Coos, 78 famiglie tarcentine e diverse decine a Nimis (paese di provenienza di Coos) che avevano perso un parente nella campagna di Russia, hanno ricevuto una pergamena negli ultimi 15 anni, un documento che vuole ricordare il loro soldato partito per la guerra e mai tornato.

«Il postino mi raccontò – ha scritto Coos in una sua lettera ricordando i tempi della guerra – che smistando la corrispondenza, quando gli capitò tra le mani la cartolina con la quale dicevo di essere salvo e che stavo per tornare, lasciò tutto, inforcò la bicicletta, e corse a consegnarla portando la felicità nella mia famiglia e ponendo fine alla pena che lui provava vedendo mia madre, tutti i giorni ad aspettarlo con affannosa trepidazione. E le altre madri che non videro giungere con noi i loro figli?».

Nel dettaglio, tutto iniziò nel 2003 nel corso di un convegno a Rivolto dove si assisteva allo scarico delle cassette contenenti i pochi resti umani recuperati in terra russa: il parente di un disperso lamentò di fronte alle autorità il fatto che tutto stesse finendo nel dimenticatoio.

Di fronte a quello sfogo, Coos non rimase indifferente e da allora si è impegnato a ritrovare i parenti degli scomparsi in guerra a Tarcento e a Nimis, coinvolgendo direttamente le amministrazioni comunali: «Ho incontrato diciassette mogli rimaste vedove – ha scritto Coos nei suoi appunti di qualche anno fa – e 12 figli, due dei quali non hanno conosciuto il loro padre.

Ho trovato anche otto fratelli, vari nipoti, cugini, tutti parenti dei soldati morti o dispersi. Oltre al capoluogo, sono dovuto andare in tutte le tredici frazioni, perché tutti questi paesi, grandi e piccoli, hanno dato il loro doloroso contributo in mortalità. Nei paesi, all'uscita di messa, ho parlato con persone anziane che mi sono state d’aiuto».

Insomma, è stata una ricerca che di certo ha portato della gioia in quelle famiglie, se non altro perché qualcuno aveva voluto di propria volontà ricordarsi dei loro cari che avevano lottato per la patria e rischiavano di essere dimenticati.

La consegna delle pergamene si è svolta nel corso del tempo, e qualche anno fa, per rendere ancora più forte quel ricordo, Guido Coos ha convinto l’amministrazione comunale a realizzare un bassorilievo in onore a quei Caduti, che oggi è appeso all’entrata di palazzo Ceschia.

in questi anni, è riconosciuta ufficialmente dallo Stato. Un riconoscimento, quello che gli verrà conferito nei prossimi giorni, che premia la grande abnegazione, il senso civico e la generosità del reduce, stimato e conosciuto nel Tarcentino e a Udine.