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Egitto: USA e Russia si contendono l’ amicizia con al-Sisi

per il controllo del Medio Oriente dal 2011 si è concentrata sulla guerra civile in Siria e sull’Iran. Dal 2016 Washington e Mosca si contendono un altro Paese, nel Nord Africa: l’hanno dato il via ad un classico gioco diplomatico da Guerra Fredda per assicurarsi l’alleanza dello strategico Paese arabo africano.

a Mosca durante una visita ufficiale di tre giorni. Il giorno successivo, mercoledì 17 ottobre, ha incontrato il Presidente Vladimir Putin a Sochi.

tra Egitto e Russia con particolare enfasi a progetti di sviluppo energetico, industriale e agricolo. Tra i progetti inseriti nell’accordo, definiti da al-Sisi «

, vi è la costruzione della centrale nucleare di Dabaa per aumentare la capacità energetica egiziana.

L’interesse nutrito da Putin verso l’Egitto si inserisce nel piano geo-strategico russo di strappare il Medio Oriente dall’influenza americana. Un piano che procede in parallelo con il piano di

. Entrambi i piani sono tesi a isolare l’Unione Europea e gli Stati Uniti, privarli delle risorse naturali mediorientali e africane e impartire il colpo mortale all’Impero occidentale, ormai in profonda crisi socio economica. Una eventuale distruzione della UE o una drastica riduzione della UE favorirebbe l’influenza russa nel Vecchio Continente e priverebbe gli Stati Uniti dello storico e strategico alleato per controllare i vari teatri commerciali e geopolitici del pianeta.

Mosca ha riaperto i voli commerciali con l’Egitto sospesi dopo l’attacco terroristico avvenuto in Egitto dove un aereo russo è stato abbattuto causando la morte dei duecento passeggeri.

. Oltre alle entrate dirette, i turisti russi creano una miriade di benefici indiretti spendendo contanti nei ristoranti, mercati, negozi, bar e discoteche egiziane. Il ritorno del turismo russo ha permesso al Presidente al-Sisi di resistere alle riforme di austerità dettate dal FMI. 

Il turismo non è il solo settore dell’economia egiziana che sta beneficiando del partenariato strategico con la Russia. A Port Said, vicino al Canale di Suez

. Nel 2017 Putin ha firmato gli accordi preliminari per finanziare la centrale nucleare di Dabaa stanziando 30 miliardi di dollari. Accordi che sono stati ufficializzati durante la attuale visita in Russia del Presidente al-Sisi. Il sostegno russo all’energia nucleare egiziana per utilizzo civile è di fondamentale importanza considerando che gli Stati Uniti, sotto l’Amministrazione Obama, hanno deciso di interrompere la collaborazione sul nucleare civile creata durante l’Amministrazione George W. Bush. Una soluzione che è stata mantenuta dall’attuale Amministrazione Trump.

. Il regime militare egiziano (camuffato da democrazia) necessita di armamenti per continuare a reprimere l’opposizione popolare, combattere i ribelli islamici della Penisola del Sinai e mantenere uno status quo di potenza regionale.

. La Russia non è mai stata legata da valutazioni sui diritti umani nella vendita delle sue armi.

Nel marzo 2017 si sono svolte esercitazioni militari navali congiunte tra Egitto e Russia e il Cairo ha dato il suo consenso alla presenza delle Forze Speciali russe ai confini con la Libia. Due mesi fa il governo egiziano ha respinto la richiesta degli Stati Uniti di inviare i propri soldati in Siria contro il regime di Assad.

Nel tentativo di controbilanciare la rinnovata amicizia del Cairo con la Russia, gli Stati Uniti hanno raddoppiato gli sforzi (anche economici) per mantenere l’Egitto nella sfera occidentale. Nell’agosto 2017 Stati Uniti ed Egitto hanno riesumato la cooperazione militare, interrotta dal Presidente Barack Obama a causa degli abusi sui diritti umani compiuti dopo il colpo di stato del 2013.

Gli Stati Uniti hanno anche favorito politicamente la vendita di armi al regime egiziano da parte di Francia, Germania, Italia, Russia e, ovviamente le multinazionali belliche americane. L’acquisto di queste armi dal 2014 al 2017 ha permesso all’esercito egiziano un significativo sviluppo del suo arsenale militare che ha posizionato l’Egitto come una potenza militare continentale. L’appoggio ricevuto dall’America per bypassare tutte le perplessità del Congresso e le leggi europee contro la vendita di armi ad un regime oppressivo, è stato assicurato nonostante che sia in corso un pericoloso contenzioso sulle acque del Nilo con un altro alleato strategico americano in Africa, l’

. Un contenzioso che potrebbe sfociare in un conflitto regionale.

’ che permette di vendere armi americane a prezzi stracciati a Paesi alleati che si impegnano nella lotta contro il terrorismo internazionale.

. Questo supporto finanziario ha permesso al regime del Generale al-Sisi di migliorare i macro indicatori economici del Paese.

. Peccato che manchino alcuni indicatori di sviluppo umano: democrazia, libertà e rispetto dei diritti civili. Evidentemente il Presidente Trump non è incline a considerare questi indicatori come importanti e fondamentali per una società sana.

Gli investimenti americani sono stati raddoppiati come annunciato durante l’convegno avvenuto a Bali venerdì 12 ottobre ai margini della meeting annuale del FMI – Banca Mondiale, tra il Ministro egiziano degli Investimenti,

. Gran parte di questi investimenti sono destinati a sviluppare il Sinai dove infuria la ribellione islamica.

concessi dagli Stati Uniti tra il 2014 e il 2018 per lo sviluppo economico femminile, acqua bevibile, educazione, sanità e agricoltura.

Oltre alla strategica posizione del Canale di Suez e alla statura dell’Egitto, Paese cerniera tra Africa e Medio Oriente, la Russia e gli Stati Uniti sono interessati alle recenti scoperte di immensi giacimenti dimetano in Egitto. Assieme alla Turchia, l’Egitto può diventare uno dei principali fornitori di gas ad Europa e Stati Uniti in alternativa al gas russo e iraniano. Mosca vuole assicurarsi il controllo di questi giacimenti per aumentare la morsa energetica verso l’Europa e l’America.

, ex Ufficiale del Dipartimento di Stato Americano, ex ambasciatore in Cario ed ex membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale US. Collabora anche con

 può favorire l’entrata degli investimenti europei in Egitto. Il regime del Generale al-Sisi necessita di mantenere la crescita economica registrata negli ultimi due anni. Un fattore necessario per il consolidamento di ogni dittatura. Dinnanzi ad una crescita economica sostenuta nel tempo e al conseguente miglioramento del tenore di vita, una popolazione è spesso incline a permutare la libertà con il benessere. Per sostenere la crescita economica l’Egitto necessita di ingenti capitali privati, cosa che al momento la Russia non può garantire se non al 40%.

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