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Il poliziotto americano che ha chiesto asilo in Russia racconta della fuga dall'FBI

L'ex poliziotto americano John Mark Dugan, che ha chiesto asilo politico in Russia, ha raccontato a Sputnik la storia della sua fuga dagli USA.

Dugan è nato nel 1976 in una famiglia di veterani della guerra del Vietnam e ha servito a contratto nel corpo dei Marines. Nel 2002 ha ottenuto un lavoro nell'ufficio della polizia di Palm Beach in Florida. In sei anni di lavoro l'agente di polizia ha affrontato numerosi casi di violazione della legge. La maggior parte dei suoi colleghi spesso picchiava e torturava i detenuti, postando poi le foto delle persone sanguinanti sui social network. Le vittime delle loro azioni erano spesso membri delle minoranze, in particolare, neri.

Indignatosi, il poliziotto ha raccolto le prove dei reati e si è rivolto al Dipartimento degli affari interni. Tuttavia, la denuncia ha prodotto l'effetto opposto: Dugan è stato costretto a dimettersi.

Dopo aver lasciato i ranghi della polizia, ha iniziato il suo business, nel 2009 ha creato un sito web, il PBSOtalk, in cui qualsiasi persona, mantenendo l'anonimato, avrebbe potuto rendere noti casi di corruzione, abuso di potere ed eventuali atti illeciti da parte delle forze di sicurezza. Inoltre, le fonti potevano specificare, su richiesta, informazioni circa la violazione della legge da parte di un poliziotto in particolare.

Lo stesso Dugan aveva capito che l'abuso di potere non era una caratteristica della zona di Palm Beach, ma un problema nazionale.

"Sono veramente sorpreso dalla calma dei poliziotti russi. Negli USA la polizia dà alla testa, iniziano a comportarsi come degli idioti, molto spesso questo accade in polizia" ha dichiarato. Nel 2012 una fonte ha postato sul sito web i documenti che provavano che lo sceriffo della contea di Palm Beach, Rick Bradshaw, aveva speso i soldi dei contribuenti a cena con gli sponsor della sua campagna elettorale: nella maggior parte degli stati l'incarico di sceriffo è elettivo. Parte degli sponsor ha chiaramente avuto un passato criminale. 

La storia ha avuto una vasta risonanza in pubblico, il atteggiamento di Bradshaw è stato esaminato dalla Commissione dello stato. Lo sceriffo ha dovuto ammettere che il suo "atteggiamento non era conforme ai suoi compiti".

La risorsa di Dugan ha smesso di vivere quando sul suo sito web, in modo anonimo, sono stati pubblicati migliaia di nomi di agenti dell'FBI e dei giudici federali. Il sito è stato impedito, i conti bancari del fondatore congelati, la casa è stata perquisita. Nonostante le rassicurazioni, Dugan, che non ha violato alcuna legge, perché tutte le informazioni provenivano da fonti aperte, ha visto il suo computer sequestrato.

L'ex poliziotto sapeva che contro di lui poteva essere avviato un procedimento penale. Con l'aiuto di una parrucca e occhiali da sole, Dugan ha cambiato aspetto, è arrivato in auto fino al confine con il Canada e lì ha assunto un piccolo aereo privato. Per entrare nel paese non aveva bisogno di passare la dogana alla frontiera. A Toronto si "è  sentito male", il pilota ha fermato l'aereo. In Canada Dugan ha acquistato il biglietto per Mosca con scalo a Istanbul e ha lasciato il continente americano.

La scelta della Russia come rifugio Dugan la spiega con due ragioni. In primo luogo, è già stato in Russia, conosceva programmatori russi, che lo hanno aiutato nel lavoro. Questo, tra l'altro, ha permesso all'FBI di sospettare di lui e di suoi presunti legami con la mafia russa. Aveva anche un visto russo. In secondo luogo, ha scelto uno stato con il quale le autorità americane avrebbero preferito non comunicare, ha spiegato l'ex-poliziotto.

"La Russia è quello stato. E non posso immaginare un governo che possa proteggermi meglio", ha ammesso Dugan.

Ora l'ex poliziotto vive e lavora a Mosca. Ha deciso di riprendere il lavoro di PBSOTalk, ha assimilato un dominio russo e ha iniziato a recuperare le informazioni. Secondo Dugan, le persone hanno il diritto a una risorsa, dove ogni onesto poliziotto può segnalare una violazione della legge nel suo sito.

"Queste tecniche funzionano ancora" ha concluso.