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Washington Post: Occidente in silezio dopo attacco in Russia, più solidarietà dopo Londra

A seguito dell'esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo sono rimaste uccise più persone rispetto al attuale attacco terroristico di Londra vicino il Parlamento, ciononostante la comunità mondiale con in testa i Paesi occidentali ha solidarizzato molto di più con il popolo britannico.

Lo scrive Adam Taylor sul Washington Post.

E' possibile che sia dovuto alla "non troppo buona reputazione" della Russia sulla scena internazionale. L'editorialista invita a non dimenticare che la tragedia ha colpito gente comune che merita sostegno.

Il 22 marzo nei pressi del Palazzo di Westminster a Londra un uomo in macchina ha investito alcuni pedoni, dopodichè ha accoltellato un poliziotto. Quattro persone hanno perso la vita, mentre l'aggressore è stato freddato dalle forze dell'ordine. Le autorità britanniche hanno classificato l'accaduto come un attacco terroristico.

Secondo il giornalista del Washington Post Adam Taylor, la reazione dell'opinione pubblica mondiale ai fatti di Londra è stata immediata. I leader di molti Paesi si sono affrettati ad esprimere il proprio cordoglio ai londinesi.

Solo poche ore dopo l'attacco, il presidente americano Donald Trump ha pubblicato un tweet. Inoltre i simboli architettonici di Berlino, Parigi e Tel Aviv sono stati illuminati con la bandiera britannica oppure sono stati spenti per celebrare le vittime.

Dopo meno di 2 settimane dall'attacco terroristico di Londra, lunedì 3 aprile c'è stata un'esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo in una zona centrale. Nell'attentato sono rimaste uccise almeno 14 persone, mentre decine sono ricoverate negli ospedali e la città ha iniziato a farsi prendere dal panico.

"Tuttavia mentre i russi speravano nella stessa ondata di dolore a livello internazionale (come nel caso del Regno Unito, ndr), probabilmente saranno rimasti delusi," — scrive Taylor.

Nei social network poche persone hanno espresso cordoglio, non spopolavano hashtag come #wearestpetersburg, neppure uno ha cambiato il proprio avatar con la bandiera russa per esprimere adiacenza e solidarietà con le vittime. Sembra che l'attacco terroristico in Russia abbia meritato minor attenzioni anche se il bilancio delle vittime è stato superiore.

Nonostante i leader mondiali abbiano espresso il proprio cordoglio per quanto accaduto in Russia, questa volta la loro reazione è stata "più contenuta".

Persino Donald Trump, che "raramente si lascia sfuggire l'opportunità di twittare qualche cosa in risposta agli attacchi con il coinvolgimento di fondamentalisti islamici", non ha postato nulla su San Pietroburgo.

Il presidente americano ha definito l'attacco "un terribile evento", ma solo quando gli è stato chiesto esplicitamente un commento dai giornalisti.

In Russia molti hanno preso atto della freddezza del mondo per esprimere cordoglio. Nei social network gli utenti russi hanno rilevato i "due pesi e due misure" in relazione a come l'Occidente reagisce agli attacchi in diverse parti del mondo, scrive convinto Adam Taylor.

Secondo il giornalista, non si tratta di nuove accuse. Gli attacchi terroristici che si verificano in Europa occidentale o negli Stati Uniti di solito attirano subito l'attenzione della comunità internazionale, mentre un attacco molto più grave e grande nei Paesi musulmani spesso non viene neppure menzionato. Così i sanguinosi attentati esplosivi a Baghdad perpetrati da terroristi addestrati dell'ISIS non spingono molte persone a pubblicare un avatar su Facebook per celebrare le vittime, anche se centinaia di civili restano uccisi.