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Sondaggio: l'opinione degli americani su Putin e la Russia è migliorata

Nel 2015 a questa posizione ha aderito circa un quarto degli intervistati. Con una valutazione negativa, allora si è espresso circa il 70% degli americani. Un atteggiamento positivo personale verso Putin è stato espresso dal 22% degli intervistati, percentuale più alta dal 2003. Nel 2015 era pari al 13%. Allo stesso tempo, il 72% si rapporta al leader russo negativamente.

Secondo il sondaggio, è significativamente migliorata la relazione con il presidente della Russia dei repubblicani. Se due anni fa positivamente su Putin si sono espressi il 12% di loro, ora la percentuale è al 32%. Anche per gli indipendenti tra gli intervistati, che non fanno parte di neppure uno dei principali partiti, è notevolmente migliorata l'immagine di Putin, con un 23% di oggi contro il 12% del 2015. Tra i democratici si osserva il modello opposto. Nel 2015 l'immagine positiva di Putin apparteneva al 15% di loro, ora solo al 10%. Il punto di vista dei partiti e dei cittadini americani sulla Russia è diviso. Come è stato osservato, il 35% dei repubblicani ha un atteggiamento positivo. Tra i democratici, questa cifra che un anno fa aveva circa la stessa percentuale, ora è solo al 16%.

I sociologi ammettono che questo può essere dovuto alla "ipotesi dell'intervento russo nelle elezioni presidenziali americane e il coinvolgimento di Mosca nella fuga di notizie via mail dei più stretti collaboratori di Hillary Clinton". "Più facile è l'approccio del presidente Donald Trump a Putin, che sembra essere valutato positivamente dai sostenitori del partito presidenziale. D'altra parte, la valutazione del leader russo tra i democratici è ancora ad un livello a sufficienza basso. Quest'anno potrebbe però esserci una svolta in questa valutazione se verrà  raggiunto un accordo con la Russia, e un minimo aumento di rating di Putin sarà un fenomeno di breve durata o la testimonianza del futuro miglioramento delle valutazioni positive".

L'indagine è stata condotta dal 1 al 5 febbraio 2017, con la partecipazione di 1035 adulti americani dei 50 stati. Ad ottobre 2016 i rappresentanti della comunità dell'intelligence americana hanno dichiarato che degli attacchi informatici ai sistemi elettorali del paese erano responsabili gli hacker russi, che avrebbero agito su ordine di Mosca. Nessuna prova è stata presentata. Mosca ha respinto le accuse di Washington. Vladimir Putin ha detto che tra i dati pubblicati non c'è nulla nell'interesse della Russia e l'isteria è  stata pompata per distogliere l'attenzione dal loro contenuto. Il portavoce del capo di stato Dmitry Peskov ha definito le accuse "assolutamente infondate".