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Russia | Cadetti twerking

Il silenzio del Cremlino, su quel balletto “osceno” e anche un po' “omoerotico” dei cadetti dell'Accademia di Uljanovsk, area occidentale della Russia, probabilmente la dice tutta sull'imbarazzo che quel video pubblicato dai ragazzi stessi su Youtube, con centinaia di migliaia di visualizzazioni, potrebbe aver provocato presso le alte sfere di Mosca, abituate in genere a rendere pubblico il punto di vista del Capo su tutto ciò che succede all'intimo e all'esterno del Paese.

Tutto è accaduto all'improvviso (o forse no): un gruppo di ragazzi, quattordici studenti dell primo corso dell'Accademia per l'aviazione civile di Uljanovsk, registrano un clip in cui, in shorts, bardature di cuoio e cappelli neri militari in totale stile Village people, simulano la scena di una normale e quotidiana corvée, durante la pulizia di corridoi, bagni e stanze (c'è anche uno che stira) ballando sulle note di Satisfaction, un pezzone trash-pop di Benny Benassi, sculettando (twerking) con movenze che sconfinano nell'omoerotico (c'è anche uno che mangia lentamente una banana sbucciata).

Le prime reazioni indignate non hanno tardato a farsi sentire: dal rettore del campus (intitolato all'eroe dell'aviazione sovietica, Boris Pavlovic Bugaev), Sergej Krasnov: «In 20 anni che lavoro qui non avevo mai visto nulla di simile! Vergogna! Facciamo tanto per questi ragazzi ed ecco il risultato». Gli ha fatto eco il governatore della regione di Uljanovsk, Timofej Goncharuk che ha annunciato l'istituzione di una commissione d'inchiesta sull'accaduto mentre la Ros Aviatsija, l'aviazione civile di Stato, sottoporrà a corsi “pedagogici” tutti i cadetti partecipanti al “sabba erotico”.

In effetti, nel Paese che ha fatto dell'identità tradizionale ortodossa la sua cifra politica, la sua forza “dei costumi” da contrapporre ai valori liberal dell'Occidente e riuscendovi, in parte, mostrando una solidità e compattezza che sembra quasi impossibile scalfire, quel video rappresenta quasi una sfida ad una certa approvazione culturale. E può far male al Cremlino più di mille articoli di fondo del noto editorialista vicino all'opposizione, Dmitrij Bykov. O di cento inchieste della Novaja Gazeta sul passato “imbarazzante” di Putin (azioni che in genere rimangono lettera morta per la gran parte dell'opinione pubblica russa e che anzi spesso rafforzano la fiducia nel Capo).

Non è ancora chiaro se tra i provvedimenti disciplinari contro i cadetti di Uljanovsk verrà applicata la ormai nota “legge contro la propaganda omosessuale” - anche se, a parte le loro movenze inequivocabilmente erotiche, non si mostra alcun reale approccio omosessuale -. Il provvedimento, varato nel 2013 dalla Duma, pone il divieto a qualunque messaggio pubblico e mediatico - cioè attraverso tv, giornali e internet - che incoraggi tra i minori rapporti sessuali “in senso non tradizionale”, così viene chiamata con linguaggio notarile l'omosessualità.

La norma, in realtà, rimane piuttosto vaga e ha conosciuto un iter molto lungo, applicato dapprima nella sola regione di Leningrado e poi, più tardi, anche a livello federale per iniziativa di alcuni parlamentari, tra i quali “l'esperta di temi etici” Elena Mizulina, spesso al centro delle polemiche per la sua attività moralizzatrice.

Cosa sia la “propaganda omosessuale” non è molto chiaro, la norma pone confini vaghi e alla fine l'unica importante applicazione che si ricordi è stata la censura dello spettacolo sulla stella della danza Rudolf Nureiev al teatro Bolshoj per alcune nudità maschili. Provvedimento che in realtà fu volto più che altro a colpire il regista Kirill Serebrijannikov, sotto inchiesta da qualche mese con l'accusa di appropriazione indebita di fondi pubblici.

La legge anti-gay sembra quasi fare il paio con l'altra normativa attuale, quella contro l'estremismo. In sostanza, l'escamotage del Cremlino, in materia legislativa, è di varare norme molto generali che allarghino ampiamente la discrezionalità del giudice e della polizia giudiziaria nella loro applicazione. Infatti, così come risulta molto difficile definire un'attività estremistica, allo stesso modo la legge contro la propaganda delle minoranze sessuali non-tradizionali non è una vera e propria legge contro l'omosessualità ma, mantenendone i contorni indefiniti e vaghi, contiene in sé ampi margini per la sua applicazione.

La legislazione russa non ha comunque impedito a Mosca e in altre città l'apertura di molti locali (saune, wine bar ecc) dedicati esclusivamente ai gay. E neanche la censura alla fine va a colpire i siti porno per incontri omosessuali a cui in Russia non viene impedita l'attività sul web. Tutto nel nome della discrezionalità.

Nonostante tutto, in poche ore il “Satisfaction Challenge” si è trasformato in flash mob sulla rete, con una serie di video di “sostegno e solidarietà” ai ragazzi dell'Accademia, realizzati nei modi più impensati: dagli atleti e dalle atlete di Biathlon (sport molto seguito in Russia) 

Una specie di curiosa febbre che si è diffusa, come un gesto liberatorio, qua e là in tutta le Russia.

La prima reazione è stata quella del politico di lungo corso, e noto per le sue sparate in favore della tradizione e della famiglia, il liberal-democratico, Vladimir Zhirinovskij. Che curiosamente non ha voluto gettare la croce addosso ai ragazzi. «Nulla di grave, non si vedono neanche in faccia!». Ma per i ragazzi non si preannuncia nulla di buono, comunque: «In 90 anni di attività dell'Accademia non era mai accaduta una cosa del genere – si legge sulla pagina web dell'Aviazione civile russa – quanto è successo offende gravemente chi tutti i giorni lavora in maniera seria e onorata all'intimo dell'istituto. Saranno presi immediati provvedimenti contro gli autori del video». «Frivol'nje tantsi s nizhnem belje s formennoj furazhkoj Instituta» viene sottolineato nel comunicato (“balli frivoli in biancheria intima con il marchio ufficiale dell'istituto”) con tono indignato.

È anche curioso, infine, che tutto ciò sia partito da Uljanovsk, città natale di Lenin ma questo particolare, sulla stampa russa, non è stato comunque troppo evidenziato.