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Gli affari torbidi del Front National con la Russia

La storia dei prestiti bancari russi al Front National è una storia fosca e al tempo stesso inquietante. Non è solo l’ammontare dei prestiti in sé, una somma totale di 14 milioni di euro che ha spinto alcuni parlamentari nel 2014 a chiedere la creazione di una commissione parlamentare per fare luce sulla vicenda. E’ il torbido che circonda i prestiti a creare imbarazzo durante le elezioni presidenziali in Francia. Banche che prestano e vengono misteriosamente liquidate, crediti che vengono acquistati da sconosciute società in deficit, direttori in fuga col danaro ed arrestati per estorsione.

Nel Settembre del 2014 il Front National ottiene un prestito di 9 milioni di euro per finanziare la sua campagna elettorale. Una cifra considerevole. L'informazione viene rivelata dal quotidiano Mediapart, che riesce ad avere accesso a documenti e stralci di un'inchiesta in corso , nonostante dunque il sigillo del segreto istruttorio. La banca che presta il denaroè la First Czech Russian Bank (FCRB), banca semisconosciuta fondata in Repubblica Ceca ma che viene trasferita a Mosca. Il prestito viene ottenuto grazie alla strategia politica di riavvicinamento alla Russia predicata dalla Le Pen sin dalla sua ascesa ai vertici del Front National nel 2011. L’ammirazione per Putin si traduce in un laborioso lavoro di lobbying nei confronti di Mosca accompagnato da viaggi, incontri, meeting. Marion Maréchal-Le Pen ad modello si reca in Russia nel Dicembre del 2012. Marine Le Pen ci va nel Giugno del 2013. Qui incontra il presidente della Duma Sergei Naryshkin, ex generale amico di Putin sin dai tempi del KGB. La Le Pen incontra anche il capo del comitato degli affari esteri della Duma ed il vice primo ministro Dimitri Rogozin. Tra questi viaggi ce ne sono altri, di altrettanti responsabili e quadri del partito per sancire un’alleanza sul lungo termine. L’orizzonte è quello 2012-2017.  L'idea è di prepararsi cioè a conquistare la presidenza con un alleato che in quel momento cerca a sua volte sponde politiche nei partiti populisti europei.