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Irma Testa, da Butterfly ai mondiali di pugilato passando per la Russia

Si è lasciata alle spalle le emozioni, forti, del red carpet e della prima del docu-film di cui è protagonista, Butterfly, alla Festa del Cinema di Roma, ed è volata in Russia per staccare il biglietto per i Mondiali indiani di pugilato che si terranno a New Delhi dal 15 al 25 novembre.

Irma Testa, la farfalla azzurra del ring, in questi giorni è infatti a Mosca con la nazionale per l’ultimo training camp, con la squadra russa, una serie di allenamenti che decreteranno la selezione finale per l’appuntamento più importante della stagione. Nella categoria 60 kg, quella della 20enne di Torre Annunziata, sono in lizza due atlete, oltre a Irma Testa c’è anche la 19enne Rebecca Nicoli.

Butterfly, quindi, dallo schermo al ring. Il film documentario di Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, presentato in concorso ad Alice nella Città, è stato un successo di pubblico, anche tra i giovanissimi che l’hanno potuto vedere nell’anteprima dedicata alle scuole, e di critica, tanto da essere scelto tra i quattro migliori lavori a forte impatto sociale della kermesse. Ottanta minuti nei quali il quadrato del ring appare come una metafora di vita, si cade e ci si rialza. Come? Puntando su stessi e facendo leva sugli affetti più cari. “Non è un film sul pugilato e su Irma-atleta ma su Irma-persona che un domani diventerà donna, crescendo dalle sue fragilità”, racconta Irma Testa, la prima pugile italiana capace di qualificarsi a un’Olimpiade, a Rio 2016, “all’inizio delle riprese è stato difficile, poi mi sono dimenticata della telecamera”. “Abbiamo lavorato con una troupe minima, un operatore e un fonico, dopo i Giochi brasiliani abbiamo intensificato le riprese a Torre Annunziata e Assisi, dove si trova il Centro di preparazione della Federazione”, spiegano Cassigoli e Kauffman, al loro secondo lavoro in ambito sportivo dopo il documentario dedicato al calciatore svedese Zlatan Ibrahimovic, “il nostro primo contatto è stato con il maestro storico di Irma, Lucio Zurlo, allora lei aveva solo 15 anni. Un anno dopo ci siamo incontrati anche con Irma e abbiamo parlato di tutto”.

La prima scena del docu-film è quella di una bambina, a bordo ring, che guarda da lontano ma con attenzione il suo idolo che, appena scesa dal quadrato, si toglie i guantoni, liberando poi le mani dalle fasce protettive. In una struttura circolare, ricca di emozioni, realtà e sudore, l’ultima sequela si conclude con le medesime protagoniste, Irma Testa e la giovane, timida, pugile bambina che, questa volta, prende coraggio e riesce anche a fare anche alcune domande alla campionessa. “Non ho voluto vedere nulla durante la lavorazione”, svela Irma Testa che ha assistito alla proiezione in sala in compagnia della mamma Anna, del fratello Ugo e del maestro Lucio, “Il mio obiettivo non è mai stato quello di voler fare bella figura fingendo, quanto piuttosto di essere la vera me dall’inizio alla fine. Loro sono entrati nella mia quotidianità in punta di piedi e io, via via, sono stata sempre più me stessa, senza alcuna finzione”.

Alla viglia di un appuntamento importante come i Mondiali di New Delhi, anche in prospettiva Tokyo2020, le considerazioni sono ancora più sincere. “In occasione della mia prima qualificazione olimpica non ho retto il successo, è arrivato tutto insieme, ero piccola e non l’ho saputo gestire. Fallire a Rio è stata quasi una fortuna”, ammette la pugile, protagonista dell’ebook Donne di Sport di Alley Oop.

Butterfly, “vola come una farfalla, pungi come un’ape”, le parole di Cassius Clay – Mohammed Alì dopo l’oro olimpico a Roma ‘60. Irma Testa oggi si sente come una farfalla, più matura e consapevole. Ring importanti l’attendono. La distribuzione del docu-film nei cinema, invece, arriverà solo nella prossima primavera.